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Porti

Sale la preoccupazione spezzina per i corridoi doganali

La revoca delle autorizzazioni da parte dell’Agenzia dei Cad di Serbav e Laghezza è stata per ora sospesa

di Nicola Capuzzo
7 Marzo 2024
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I corridoi doganali de La Spezia – la pratica di sdoganamento a destino introdotta anni fa a La Spezia (e poi in altri porti) per velocizzare i tempi di permanenza della merce negli scali – sarebbero a rischio.

Lo riporta una nota firmata dalla “community portuale spezzina” e inviata ad alcune testate: “Proprio ora che di corridoi doganali e di utilizzo razionale dei retroporti non solo come polmoni operativi di porti sempre più congestionati ma anche come basi logistiche per la merce (con i servizi in primis doganali che ne conseguono) si parla con sempre maggiore insistenza e che la stessa Agenzia Nazionale delle Dogane si dichiara intenzionata a promuovere l’innovazione, proprio da La Spezia, pioniere in materia, arriva un segnale di tipo diametralmente opposto che potrebbe generare giurisprudenza, trasformandosi in un precedente “macigno” per tutti i progetti di retroportualità in atto in Italia”.

I riferimenti non sono chiari. La nota cita una sospensione cautelare disposta dal Tar della Liguria non di un provvedimento generale, bensì di due revoche specifiche delle autorizzazioni di due singoli operatori, vale a dire Cad (Centro assistenza doganale) Sernav e Cad Laghezza. Dal prosieguo della nota, infatti, in contraddizione con la prima parte parrebbe che altrove lo scenario non sia cambiato: “L’amministrazione doganale locale ha comunicato, anche per ragioni di carenza di personale, l’eliminazione di queste procedure dei due collegamenti doganali assegnati a operatori privati e la volontà di concentrare tutte le operazioni di custom clearance e di controllo sulle merci nel Centro unico servizi a Santo Stefano Magra. Stop quindi allo stoccaggio di merci allo stato estero e alla fluidità delle operazioni doganali, proprio nel porto che di questa fluidità aveva fatto in anni passati una delle motivazioni del suo successo operativo, con forte penalizzazione in sede locale visto che procedure doganali decentrate continuano a valere per operatori insediati al di là dell’Appennino”.

Il merito delle due cause coinvolgenti Sernav e Laghezza si discuterà a settembre. Per la “community” “è indispensabile una riflessione congiunta che coinvolga la pubblica amministrazione e anche l’Autorità di Sistema Portuale per evitare in loco un danno del tutto inatteso ma anche un’ipoteca anti-storica sull’operatività dell’intero sistema porto-logistico italiano che proprio in questi mesi, tardivamente, sembrava aver scoperto l’importanza strategica di una connessione razionale porto-retroporti e un’armonizzazione di servizi e procedure”.

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