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Folgiero (Fincantieri): “Il lavoro in Italia si difende con la distintività tecnologica”

All’apertura di Sea Future 2025 l’a.d. ha sottolineato il valore industriale delle tecnologie subacquee, il ruolo del territorio spezzino e le prospettive di collaborazione internazionale

di Giuseppe Orrù
30 Settembre 2025
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La Spezia – All’inaugurazione di Sea Future 2025, l’amministratore delegato di Fincantieri Pierroberto Folgiero ha ribadito la centralità delle tecnologie della difesa come motore di innovazione per tutto il comparto marittimo.

“Noi abbiamo una visione tecnologica di questa storia” ha detto, rispondendo alle contestazioni di pacifisti e pro-Pal, accampati in una piccola tendopoli fuori dall’Arsenale marittimo, che hanno accompagnato l’apertura della fiera. “Sono profondamente convinto – ha aggiunto Folgiero – che i cicli di investimento nella difesa generano avanzamenti tecnologici che poi valgono per il resto dell’industria del mare. L’underwater economy per come la vediamo noi è abilitata dalla collaborazione con la Marina Militare ed è un valore industriale di lungo termine. Fincantieri è la dimostrazione che ci sono travasi tecnologici tra civile e militare: sono il nostro Dna e una garanzia di sviluppo per il Paese”.

Secondo Folgiero, i programmi avviati oggi con la Marina avranno impatti ben oltre la difesa. “Le tecnologie subacquee diventano progressivamente un abilitatore per applicazioni molto lontane dall’intelligenza subacquea militare, dalla manutenzione delle infrastrutture alla protezione di quelle critiche, dalla conoscenza dei fondali fino all’acquacoltura”.

Il territorio spezzino, ha spiegato, gioca un ruolo chiave. “Qui a San Bartolomeo c’era un centro di competenze sulla subacquea prima ancora della Nato. È un territorio che ha un Dna pregiato, un tessuto di piccole e medie imprese oggi presenti a questo evento. Occupazione? Assolutamente sì, ma soprattutto validazione di tecnologie, per far lavorare grandi e piccole insieme e per coinvolgere le aziende di questo territorio. Per noi è fondamentale coinvolgere questo ecosistema: il lavoro in Italia si difende se è guidato dalla distintività, e le tecnologie subacquee creano distintività nel lungo termine”.

Un passaggio è stato dedicato anche al tema delle relazioni industriali internazionali. Sul dossier polacco, l’amministratore delegato ha chiarito: “Il sistema italiano – Marina, istituzioni e Ministero della Difesa – sostiene questa collaborazione. La Polonia è un partner chiave in Europa, Fincantieri ha formulato offerte tecniche molto valide e riteniamo che la nostra proposizione industriale, commerciale e geopolitica sia molto solida”.

Durante l’evento è stato inoltre firmato un accordo tra le direzioni nazionali armamenti di Italia e Grecia per le fregate Fremm. “Le probabilità sono ottime – ha confermato Folgiero. Si tratta di un’alleanza voluta in termini politici e geopolitici. Ora bisogna trasformare questa decisione in fatti e contratti. È una collaborazione strategica che mette a fattor comune il ruolo della Marina italiana e di quella greca, con affinità storiche e profonde”.

Infine, un richiamo all’esperienza di lungo periodo. “Le Fremm sono navi molto ben conosciute. Non solo sono state costruite con grande qualità – ha commentato l’amministratore delegato, ma sono anche state manutenute nel tempo da Marina e Fincantieri. Non basta saperle fare le navi: bisogna anche saperle mantenere in esercizio, ed è un mestiere che si impara in decenni. Questa è un’altra parte del valore che possiamo offrire ai partner”.

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