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Economia

Scorpio Bulkers non ordinerà più navi bulk carrier: “Il futuro è l’eolico offshore”

In un’intervista rilasciata a Reuters l’amministratore delegato di Scorpio Bulkers, Emanuele Lauro, afferma senza mezzi termini che secondo lui il futuro del dry bulk non sarà più il carbone ma l’energie rinnovabili e per questo non intende investire oltre in navi portarinfuse secche. Parlando del progetto annunciato recentemente di ordinare una prima, con opzione per […]

di Nicola Capuzzo
22 Settembre 2020
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In un’intervista rilasciata a Reuters l’amministratore delegato di Scorpio Bulkers, Emanuele Lauro, afferma senza mezzi termini che secondo lui il futuro del dry bulk non sarà più il carbone ma l’energie rinnovabili e per questo non intende investire oltre in navi portarinfuse secche.

Parlando del progetto annunciato recentemente di ordinare una prima, con opzione per altre tre, navi utili a installare pale eoliche offshore (prezzo unitario compreso fra 265 e 290 milioni di dollari), Lauro ha spiegato chiaramente che la sua strategia di crescita del business è cambiata radicalmente. “Noi riteniamo – ha detto – che l’investimento navale nel campo delle rinnovabili rappresenti un’opportunità molto più attraente delle tradizionali navi dry cargo in prospettiva futura”.

Attualmente Scorpio Bulkers ha 49 navi portarinfuse secche in flotta e la società non intende procedere a nuovi ordini. Il prossimo step di crescita sarà rappresentato dall’ingresso in attiva, previsto per il terzo trimestre del 2023, della prima nave di Scorpio Bulkers per l’installazione di pale eoliche in mare aperto.

A questo proposito Lauro ha sottolineato come compagnie petroliere, banche e investitori vari stiano sempre più spostando la loro attenzione alla transizione dai carburanti fossili verso nuove fonti rinnovabili e i campi eolici sono considerati la via più rapida per concretizzare questa trasformazione. Al tempo stesso emergono sempre più interrogativi e incertezze sulla redditività in futuro delle navi bulk carrier dal momento che nei prossimi anni la domanda di carbone dall’Europa andrà progressivamente riducendosi. “Sempre più investitori istituzionali e retail dimostrano di allontanarsi dal carbone” ha sottolineato Lauro. “Per questo Scorpio Bulkers, invece che stare ferma, ha preferito diversificare in modo da ridurre in futuro la proprie dipendenza dal carbone o comunque dalle rinfuse secche e incrementando i ricavi generati dal settore delle energie rinnovabili”.

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