Richiesto il rinvio a giudizio per Paolo Piacenza
La Procura di Genova chiede che il neo presidente dell’Adsp di Gioia Tauro sia processato per l’omessa denuncia dell’occupazione abusiva di una banchina da parte del gruppo Spinelli nello scalo ligure
Dopo la chiusura del primo filone dell’inchiesta che un anno e mezzo fa ha travolto gli allora vertici di Regione Liguria e Autorità di sistema portuale di Genova, è ora la volta della seconda tranche.
A qualche mese dal patteggiamento delle accuse di corruzione dell’ex presidente della Regione Giovanni Toti, dell’ex presidente dell’Adsp Paolo Emilio Signorini e dell’imprenditore portuale Aldo Spinelli, la Procura del capoluogo ligure ha chiesto il rinvio a giudizio per gli altri soggetti coinvolti. Fra essi figura anche Paolo Piacenza, all’epoca ex segretario generale dell’Adsp del Mar Ligure occidentale scelto da Signorini nel 2021, successivamente confermato, seppur da subito indagato, anche dai commissari succedutisi alla guida dell’ente (prima il duo Massimo Seno e Alberto Maria Benedetti, poi Matteo Paroli, nuovo presidente dalla scorsa estate), fino alla nomina da parte del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Matteo Salvini a commissario e poi presidente dell’Adsp di Gioia Tauro.
L’accusa della Procura di Genova verso Piacenza è di non aver denunciato, pur essendone a conoscenza, l’occupazione abusiva che la Genoa Port Terminal del gruppo Spinelli aveva portato a compimento nell’area cosiddetta dell’ex carbonile.
Fra le richieste di rinvio a giudizio di questo secondo filone, anche quella per l’ex capo di gabinetto di Toti Matteo Cozzani, accusato fra le altre cose di aver chiesto finanziamenti anche all’imprenditore nautico Alberto Amico, che ha patteggiato l’accusa di corruzione.
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