Parla il comandante della Msc Euribia dopo Hormuz: “La paura non mi ha fermato”
Originario delle penisola sorrentina come Gianluigi Aponte, ha raccontato dove abbia trovato la forza e il coraggio per portare la nave al sicuro fuori dal Golfo Persico
Lauro Maresca è il comandante della nave Msc Euribia di Msc Crociere entrato nella storia della marineria italiana per aver attraversato sabato scorso a oltre 22 nodi di velocità lo Stretto di Hormuz durante la breve finestra di tregua concessa per alcune ore dalle forze armate iraniane.
Passata la paura e lasciate indietro le pericolose acque del Golfo Persico, l’esperto marittimo originario di Meta di Sorrento e residente a Sant’Agnello (gli stessi luoghi d’origine dell’armatore di Msc, Gianluigi Aponte), ha affidato a Facebook le riflessioni e il racconto di queli attimi pubblicando un messaggio in cui si legge: “C’è un confine dentro di me che non vedo, ma che riconosco ogni volta che ci arrivo. È il punto in cui finiscono le mie capacità. E per anni ho pensato che lì ci fosse il limite. Invece no. È proprio lì che inizia la mia fede. Ieri, attraversando Hormuz, non ero solo un comandante che segue procedure e legge strumenti. Ero un uomo davanti a qualcosa di più grande di me. Sentivo il peso della responsabilità, la tensione sottile, la presenza della paura. Ma non mi ha fermato. Perché in quel momento – aggiunge – ho capito con chiarezza che le mie capacità e la mia fede non sono due cose separate. Lavorano insieme. Le mie capacità mi tengono saldo, mi danno controllo, mi permettono di andare avanti. La mia fede, invece, mi porta oltre, proprio quando il controllo non basta più. La paura c’era. Ma non era più davanti a me. Era accanto, quasi dietro, come qualcosa che non decideva più per me. E mentre avanzavo, sentivo che non stavo solo facendo il mio lavoro. Stavo attraversando anche quel confine dentro di me. Quello dove smetto di contare solo su ciò che so fare…e inizio a fidarmi davvero. E ogni volta che ci arrivo, capisco che non è una fine. È un passaggio. È da lì che divento più di quello che credevo di essere”.
Pochi giorni prima sempre il comandante Lauro Maresca aveva condiviso via social anche alcuni suoi pensieri sulla guerra in Iran. “Ho avuto la fortuna, nella mia vita sul mare, prima su navi portacontainer e poi su grandi navi passeggeri, di vedere luoghi del mondo che porterò sempre nel cuore. Ricordo ancora – si legge – lo stupore degli ospiti quando San Pietroburgo appariva all’orizzonte. Il passaggio nel Canale di Suez, un corridoio d’acqua che unisce mari e civiltà. La splendida Beirut, la ‘Parigi del Medio Oriente’. E poi il Mar Rosso, sempre così tranquillo e solenne, porta naturale verso il rientro nel Mediterraneo. Quante volte ho navigato verso Haifa, Ashdod, attraversato lo stretto di Bab el-Mandeb tra Africa e Yemen, o lo stretto di Hormuz per entrare nelle meraviglie del Golfo Persico. Luoghi che, per chi vive il mare, non sono solo punti sulla carta nautica, ma ricordi, incontri, emozioni”. Maresca ancora scrive: “Uno dei miei migliori amici è iraniano. Da lui ho imparato tanto della sua antica e affascinante cultura. Ho avuto anche la fortuna di visitare Bandar Abbas e porto ancora con me quei ricordi.
Oggi mi chiedo: perché tutto questo ci viene tolto? Il mare dovrebbe unire i porti e i popoli, non dividerli. Spero con tutto il cuore che un giorno si possa tornare a navigare verso questi luoghi in pace, e magari rivederli insieme alla mia famiglia e agli amici. Ogni sera chiedo a Dio una sola cosa: che fermi questo odio inutile e queste guerre sporche. Il mare è nato per unire il mondo”.
N.C.
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La Msc Euribia è fra le navi che sono riuscite ad attraversare lo Stretto di Hormuz
