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Economia

Messina: “Il blocco dello stretto di Hormuz andrà avanti ancora a lungo”

Genova – “Ho il timore che la tensione nel Golfo Persico andrà avanti ancora abbastanza a lungo, uscirne non sarà una cosa breve“. Lo ha dichiarato Stefano Messina ieri sera durante una serata al Propeller Club di Genova, affrettandosi a specificare che il suo è un parere del tutto personale e non riflette la posizione […]

di Redazione SHIPPING ITALY
29 Aprile 2026
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Genova – “Ho il timore che la tensione nel Golfo Persico andrà avanti ancora abbastanza a lungo, uscirne non sarà una cosa breve“. Lo ha dichiarato Stefano Messina ieri sera durante una serata al Propeller Club di Genova, affrettandosi a specificare che il suo è un parere del tutto personale e non riflette la posizione di Assarmatori, di cui è presidente.

Registrata la precisazione, doverosa, è comunque rilevante conoscere la visione dell’imprenditore sull’attuale situazione geopolitica e di mercato, sia per via della sua grande esperienza, anche specifica nella regione “calda”, che della rete di contatti privilegiati su cui può contare.

“Facciamo dei briefing settimanali con la Marina Militare e ci hanno confermato che la posizione di controllo dello stretto di Hormuz da parte degli iraniani è solida e non sembra destinata a cambiare nel breve termine”, ha aggiunto.

Messina ha poi analizzato in modo molto lucido le conseguenze della chiusura dello stretto sui traffici marittimi, che presenta diverse sfaccettature a seconda dei vari segmenti dello shipping.

“Sappiamo che il 39% della produzione di crude oil a livello mondiale passa per Hormuz, ma la maggior parte è destinata a Cina e India e solo il 3% di questo totale arriva in Europa: ecco perché noi qui non abbiamo problemi di approvvigionamento di petrolio, ma li abbiamo sui prezzi”, ha esordito.

“I noli di VLCC sono saliti in modo deciso per l’assorbimento delle capacità ma il mercato delle navi bulk ha registrato aumenti tutto sommato ragionevoli, non paragonabili a quanto avvenuto nel segmento cisterniero, mentre il settore dei traghetti e delle crociere non è stato coinvolto”, ha proseguito Messina.

“Curioso” l’andamento del settore dei container, considerando che per Hormuz passa solo il 2% della flotta mondiale: “I noli sono stabili, non c’è discontinuità di servizio anche perché ci sono molti operatori. Dopo gli aumenti delle prime settimane negli ultimi giorni il mercato si è stabilizzato e non prevedo un aumento dei prezzi”.

Messina ha fatto notare come alcuni paesi che gravitano attorno alla zona dello stretto negli ultimi anni siano diventati produttori, e quindi esportatori, di alcuni beni che ora si trovano in una situazione di criticità: è il caso di Emirati Arabi e Arabia Saudita.

Interessante anche l’esempio del mercato delle piastrelle, un tempo quasi monopolio delle aziende italiane, che ora devono affrontare una concorrenza agguerrita da paesi come India e Cina, costretti oggi a fermare la loro produzione.

Per quanto riguarda le assicurazioni, la scelta sta agli armatori: “Qualche passaggio su Hormuz c’è e il mercato delle coperture fornisce quotazioni per chi rischia, con costi saliti al 3 o anche 4% del valore della nave, contro lo 0,3-0,7% abituale: per chi riesce a passare, i guadagni possono essere notevoli. Il P&I invece comprende la copertura ordinaria War risk quindi non ha registrato aumenti”.

Il presidente di Assarmatori ha infine speso parole per riassumere la situazione dei marittimi bloccati nel Golfo, che diverse stime calcolano fra i 19 e i 20 mila. “Li dividerei in due gruppi: quelli che lavorano su navi di operatori primari, e con bandiere di standard elevato, si trovano sì in una zona di tensione e sotto notevole stress ma mantengono una buona qualità della vita: hanno cibo, acqua calda e contatti con i familiari. Quelli invece che operano su navi diciamo ‘sub standard’ vivono situazioni molto più problematiche, con cibo e acqua spesso razionati, mancanza di acqua calda e così via. Posso dire comunque che i marittimi italiani non sono abbandonati, siamo in costante contatto con loro e con i sindacati e finora chi ha voluto sbarcare lo ha fatto”, ha concluso Messina.

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