Vtp vuol far luce sul terminal fluviale di Chioggia
Ricorso al Tar (vinto) per ottenere la documentazione Adsp che ha autorizzato la struttura pensata da Sviluppo Laguna
Il nuovo terminal per crociere fluviali, in realizzazione a Chioggia, non piace a Vtp, Venezia Terminal Passeggeri, titolare della gestione dei servizi ai passeggeri (marittimi) negli scali dell’Autorità di sistema portuale del Mar Adriatico Settentrionale.
La preoccupazione per l’interferenza – apparentemente per quella fisica, anche se, considerate le circostanze, potrebbe trattarsi di un ‘fastidio’ di natura commerciale – emerge da un contenzioso avviato al Tar del Veneto dal terminalista contro il diniego dell’Adsp a fornirgli gli atti che hanno portato al rilascio, nell’ottobre scorso, dell’autorizzazione a Sviluppo Laguna a realizzare le infrastrutture per cui aveva fatto domanda.
Come raccontato da SHIPPING ITALY, la joint venture fra le agenzie marittime Bassani e Iss Tositti vuole realizzare un terminal per navi fluviali presso il Molo Testata Sud dell’Isola dei Saloni, nel Porto di Chioggia. L’ok è arrivato dall’Adsp a valle di un’istruttoria e una conferenza dei servizi, imperniato sulle valutazioni della Direzione Tecnica dell’ente e in particolare sulla prescrizione di non precludere l’accesso al Molo gestito da Vtp e di non incidere sui relativi flussi di passeggeri.
L’ente ha opposto diniego al rilascio degli atti, sostenendo che “Vtp sarebbe affidataria del servizio di gestione della stazione marittima limitatamente al Porto di Venezia e che lo svolgimento di attività presso Chioggia sarebbe circoscritto ad un unico ormeggio temporaneo; che il terminal fluviale di Sviluppo Laguna non inciderebbe sull’equilibrio economico-finanziario né sull’operatività del Terminal Vtp; che la fase concorsuale del procedimento demaniale si sarebbe esaurita (…) senza presentazione di domande concorrenti da parte di Vtp; che sarebbe indimostrato il nesso di strumentalità tra i documenti richiesti e la situazione giuridica da tutelare”. Inoltre “Vtp intenderebbe verificare documenti futuri o attività di controllo non ancora svolte”.
Il Tar ha però rigettato tutti questi argomenti, riconoscendo il diritto di Vtp all’ostensione dei documenti “per verificare il contenuto delle prescrizioni tecniche, l’istruttoria sottesa alla determinazione conclusiva e la concreta idoneità delle opere assentite a non pregiudicare l’accesso al Terminal Vtp e i flussi dell’utenza”.
A.M.
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