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Nuovo impianto di Rosetti Marino salpato dal porto di Ravenna per un progetto libico di Saipem

Dopo tre anni di lavori Il modulo offshore di gas gecovery da 5.200 tonnellate ha lasciato lo scalo su barge al rimorchio del mezzo Pacific Discovery di Tidewater Offshore

di REDAZIONE SHIPPING ITALY
8 Maggio 2026
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È partito questa mattina dal cantiere Piomboni di Marina di Ravenna il modulo offshore del progetto Bouri Gas Recovery, diretto verso la Libia. Il colosso da 5.200 tonnellate, costruito da Rosetti Marino per Saipem, servirà a recuperare gas oggi disperso durante le attività estrattive offshore

Il gigante d’acciaio del progetto Bouri Gas Recovery ha lasciato questa mattina il cantiere Piomboni di Marina di Ravenna e ha preso il largo verso la Libia. Trainato su una chiatta lungo il canale portuale, il modulo offshore da oltre 5.200 tonnellate è uscito dal porto ravennate davanti agli sguardi di tecnici, lavoratori e cittadini, segnando la conclusione simbolica di uno dei progetti industriali più importanti degli ultimi anni per Rosetti Marino.

La partenza del manufatto, rinviata di un giorno per il maltempo e le condizioni del mare, rappresenta un momento chiave per il comparto offshore ravennate. Il colosso d’acciaio, costruito in circa tre anni di lavoro, è destinato al campo petrolifero di Bouri, al largo della Libia, dove contribuirà al recupero del gas oggi disperso durante le attività estrattive. Un intervento considerato strategico sia sul piano industriale sia su quello ambientale.

Il modulo raggiungerà la Libia dopo circa cinque giorni di navigazione, con uno scalo tecnico a Malta dove incontrerà la nave gru Saipem 7000, incaricata dell’installazione in mare. Il progetto è stato realizzato da Rosetti Marino per conto di Saipem, general contractor dell’intervento destinato al campo petrolifero di Bouri, a circa 170 chilometri dalla costa libica.

Il modulo opererà nel sistema offshore collegato alla piattaforma di Sabratha, con l’obiettivo di recuperare il gas oggi disperso o bruciato in torcia durante le attività estrattive. Una volta trattato e compresso, il gas verrà convogliato attraverso infrastrutture già esistenti fino al terminale di Mellitah, per poi essere destinato in parte alla Libia e in parte all’Italia.

L’opera rappresenta uno dei più rilevanti interventi di ottimizzazione energetica e riduzione delle emissioni nel Mediterraneo offshore. Costruita in circa tre anni, ha richiesto 2,4 milioni di ore di lavoro, con punte di 500 persone contemporaneamente impegnate nel cantiere ravennate. La struttura si sviluppa su sette piani, è alta 45 metri e misura circa 32 metri per 45 alla base. Al suo interno trovano spazio 750 tonnellate di tubazioni, 830 tonnellate di macchinari e circa 190 chilometri di cavi.

L’investimento complessivo del progetto ammonta a 1,3 miliardi di dollari, di cui circa un terzo destinato alla realizzazione affidata a Rosetti Marino. Un risultato che consolida il ruolo internazionale dell’azienda ravennate e rafforza il rapporto industriale con Saipem in un’area strategica come quella del Mediterraneo.

Il traino della chiatta Rainbarge I su cui è stato posizionato il modulo è stato affidato alla Tidewater Offshore, che vi sta provvedendo a mezzo del rimorchiatore d’altura Pacific Discovery.

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