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Spedizioni

Dal 8 giugno dazi Usa fino al 50% su acciaio e derivati

Previste al contempo agevolazioni al 15% per alcune importazioni europee

di REDAZIONE SHIPPING ITALY
5 Giugno 2026
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Nuova stretta degli Stati Uniti sulle importazioni di prodotti contenenti acciaio, alluminio e rame. Con un atto presidenziale dello scorso 1 giugno, l’amministrazione Trump ha infatti rivisto in modo significativo il sistema di dazi introdotto ai sensi della Sezione 232 del Trade Expansion Act, ampliando il numero di merci interessate e modificando aliquote, criteri di calcolo e condizioni per accedere ai trattamenti agevolati.

Sul tema ha prodotto una analisi lo studio Armella & Associati, rilevando innanzitutto che le modifiche interessano diversi settori, dalle attrezzature agricole all’edilizia, dalle macchine per la movimentazione dei materiali ai componenti di riscaldamento e condizionamento dell’aria, fino a macchinari industriali mobili, lastre litografiche in alluminio e scaffalature in acciaio.

L’atto presidenziale, evidenzia l’analisi, estende l’ambito di applicazione dei dazi a nuove categorie di prodotti finora non soggette a queste misure, e introduce anche profonde novità sul versante delle tariffe e dei metodi di calcolo.

In virtù del nuovo regime tariffario già dal prossimo 8 giugno 2026 prodotti come semilavorati di ferro e acciaio, prodotti laminati a piatto, barre aste e fili di metallo saranno soggetti a un dazio aggiuntivo del 50%, mentre beni quali frigoriferi, lavatrici, stoviglie di metallo, fornelli elettrici, cavi elettrici sconteranno una tariffa del 25%. Nella lista di categorie merceologiche soggette al dazio pieno del 25% rientrano ora anche le scaffalature in acciaio e le lastre litografiche in alluminio.

L’atto prevede inoltre un’importante riduzione delle tariffe applicabili ai prodotti importati da alcuni Paesi partner, come l’Unione Europea.

Dall’8 giugno al 31 dicembre 2027, alcuni prodotti potranno beneficiare di un’aliquota ridotta, pari al 15%. In particolare l’ordinanza riduce dal 25% al 15% le tariffe su macchinari agricoli sensibili come mietitrebbie e raccoglitrici. Questa tariffa si applicherà inoltre alle attrezzature industriali mobili, come bulldozer e carrelli elevatori, importati dalla Ue o dagli altri Paesi che hanno diritto al trattamento agevolato. Come sottolineato dall’Amministrazione Trump, tali modifiche tariffarie sono temporanee e dureranno fino al 31 dicembre 2027.

Dal 1° gennaio 2028, infine, per i veicoli industriali e macchinari pesanti (dettagliati nell’Allegato IC) tornerà ad applicarsi un dazio aggiuntivo del 25% (come previsto dalla Proclamazione, 2 aprile 2026, n. 11021), fatta eccezione per i prodotti del Regno Unito, soggetti invece a un’aliquota del 15%, e per i prodotti contenenti acciaio e alluminio fusi e colati negli Stati Uniti, che continueranno a beneficiare del dazio ridotto al 10%.

Il proclama, inoltre, modifica la soglia necessaria affinché i prodotti possano essere considerati realizzati interamente in acciaio, alluminio o rame fuso o colato negli Usa e beneficiare, pertanto, di un dazio del 10% (invece del 25% o 50% previsto per i prodotti importati), abbassandola dal 95% all’85% in peso.

Parallelamente, rileva l’analisi dello Studio Armella, a seguito di un’indagine dell’Ufficio del Rappresentante per il Commercio degli Stati Uniti, l’Amministrazione statunitense ha minacciato di imporre dazi aggiuntivi del 10% o del 12,5% sulle importazioni provenienti da 60 Paesi, tra cui l’Unione europea, una misura volta a vietare le merci prodotte tramite lo sfruttamento del lavoro forzato. Bruxelles sostiene che l’eventuale introduzione di nuovi dazi sulle merci europee sarebbe incompatibile con l’accordo commerciale di Turnberry, che limita al 15% le tariffe statunitensi sulla maggior parte dei prodotti provenienti dalla Ue. Per questo la Commissione si aspetta che Washington rispetti gli impegni assunti e non introduca ulteriori restrizioni commerciali.

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