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“Per l’Ets fino a 20 milioni di euro l’anno di extra-costi sulle rotte con la Sicilia”

L’Adsp del Mare di Sicilia occidentale chiede l’esenzione prevista per le isole minori sia estesa anchea quelle maggiori e prorogata almeno fino al 2032

di Redazione SHIPPING ITALY
8 Luglio 2026
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L’applicazione del sistema europeo di scambio delle quote di emissione (Eu Ets) potrebbe generare fino a quasi 20 milioni di euro all’anno di costi aggiuntivi sulla rotta Genova-Palermo, oltre 11 milioni sulla Napoli-Palermo e, in assenza del rinnovo della deroga oggi prevista per le isole minori, più di un milione di euro sulla Porto Empedocle-Lampedusa. Questo è quanto emerge dallo studio intitolato “L’Eu Ets e il costo dell’insularità: gli effetti sui collegamenti marittimi tra i porti del Mare di Sicilia Occidentale, la terraferma e il potenziale impatto sulle isole minori” (scarica il documento a questo link), commissionato dall’Autorità di Sistema portuale del Mare di Sicilia occidentale e realizzato dalla società TiM10 con la supervisione scientifica di Giovanni Satta, professore associato di Economia e Gestione delle Imprese dell’Università di Genova e membro del Consiglio del Cieli. Lo studio è stato presentato dal presidente dell’Adsp, Annalisa Tardino, mentre Satta ne ha illustrato i risultati in collegamento.

L’analisi arriva a pochi giorni dalla proposta di revisione della Direttiva Ets della Commissione europea, attesa per il 17 luglio, e sostiene che l’attuale applicazione del meccanismo rischia di aggravare ulteriormente il cosiddetto “costo dell’insularità”, incidendo sulla continuità territoriale, sull’accessibilità della Sicilia e delle isole minori e, più in generale, sulla competitività del trasporto marittimo.

Secondo lo studio, per la Sicilia il collegamento marittimo rappresenta una componente strutturale della mobilità verso la terraferma e, in molti casi, costituisce l’unica alternativa concreta al trasporto aereo. L’aumento dei costi derivante dall’ETS potrebbe quindi tradursi in un incremento delle tariffe, con effetti sull’accessibilità dei collegamenti per cittadini e imprese.

L’analisi evidenzia inoltre come gli oneri Ets possano assorbire annualmente fino all’11% del valore di una nave di nuova generazione a basse emissioni, limitando la capacità delle compagnie di navigazione di investire nel rinnovo delle flotte e nella decarbonizzazione. Anche l’impiego del Gnl, pur consentendo una riduzione dell’impatto economico del sistema, non sarebbe sufficiente ad annullarne gli effetti.

Alla luce di questi risultati, l’Autorità di Sistema portuale propone che, nell’ambito della revisione della Direttiva Ets, vengano esclusi dall’applicazione del sistema i collegamenti con le isole maggiori e venga prorogata fino al 2032 la deroga già prevista per quelli con le isole minori.

“A partire dal mio insediamento – ha dichiarato il presidente Annalisa Tardino – l’Autorità di Sistema portuale del Mare di Sicilia occidentale ha rafforzato il proprio impegno nelle sedi europee e internazionali, inserendosi nel dibattito sulla revisione della Direttiva Ets. Attraverso la partecipazione alle consultazioni della Commissione europea e il confronto con le istituzioni dell’Unione abbiamo portato all’attenzione di Bruxelles il tema dell’impatto dell’Ets sulla connettività delle isole e sul diritto alla mobilità dei cittadini”.

Secondo Tardino, lo studio “conferma con dati oggettivi quanto già evidenziato nelle sedi istituzionali: l’attuale applicazione dell’Ets determina un aggravio di costi destinato a ricadere su cittadini, famiglie e imprese, penalizzando in particolare i residenti e gli spostamenti legati a lavoro, studio e salute. Allo stesso tempo sottrae risorse agli armatori, riducendo la loro capacità di investire in nuove navi e tecnologie a basse emissioni, con un effetto che rischia di essere in contrasto con gli stessi obiettivi della transizione ecologica”.

Per questo motivo, conclude il presidente dell’Adsp, “chiediamo che la revisione della Direttiva rappresenti un’occasione per introdurre correttivi concreti, estendendo alle isole maggiori il regime di deroga già previsto per quelle minori e prorogandone la validità almeno fino al 2032. Mettiamo questo studio a disposizione del Governo, del ministro Matteo Salvini e delle istituzioni europee affinché possa contribuire al processo decisionale e favorire un equilibrio più efficace tra sostenibilità ambientale, competitività del trasporto marittimo e tutela delle comunità insulari”.

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