Sardella: “Riaprire all’impiego degli oli per usi tecnici per la decarbonizzazione del settore marittimo”
Il neopresidente del Gruppo Olio per usi tecnici di Assitol chiede a Bruxelles di ridefinire le materie prime idonee alla produzione di biocarburanti
“Riaprire all’impiego degli oli per usi tecnici renderebbe più agevole il raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione stabiliti dalla Ue nel settore aereo e marittimo”. Ne è convinto Gianni Sardella, nuovo presidente del Gruppo Olio per usi tecnici di Assitol, l’Associazione italiana dell’Industria olearia aderente a Confindustria, che succede a Maurizio de Maria, che diventerà vicepresidente, dopo quattro mandati al vertice del gruppo. Alla vicepresidenza lo affiancherà anche Tommaso Luppi, manager di Bunge Italia Spa (Ravenna).
“Ringrazio il mio predecessore, con il quale abbiamo portato avanti molte battaglie, che intendo proseguire con forza” ha osservato il neopresidente. “La nostra mission non cambia: difendere il ruolo degli oli per usi tecnici nella transizione energetica, salvaguardando il patrimonio di competenze e risorse che le aziende del nostro settore hanno sviluppato negli ultimi decenni”.
Gianni Sardella è direttore tecnico di Ital Bi Oil Srl e di Casa Olearia Italiana SpA, aziende che fanno capo al Gruppo Marseglia (Monopoli), in cui lavora da ben 38 anni. Sardella, inoltre, segue tutti gli iter autorizzativi delle stesse società.
Gli oli tecnici, tutti di origine vegetale, trovano largo impiego in diversi processi industriali, dalla chimica verde (lubrificanti) alla produzione di biodiesel e di altri biocombustibili. In particolare, gli Oli Vegetali Puri (Ovp), ricavati soprattutto da semi oleosi, sono bioliquidi certificati per sostenibilità e tracciabilità, che diminuiscono di circa il 65% le emissioni di gas serra, a parità di energia prodotta da fonte non rinnovabile. In Italia, se ne producono ogni anno circa 180.000 tonnellate per il settore energetico, che equivalgono a circa 200 milioni di m3/a di gas metano, dando vita a una filiera virtuosa, che integra agricoltura e industria.
Il Green Deal europeo ha marginalizzato i bioliquidi sostenibili, favorendo altre fonti energetiche. Tuttavia, le recenti tensioni geopolitiche legate allo scontro Usa-Iran hanno rimesso in discussione questa scelta, aprendo la strada alla revisione della politica Ue sull’energia. “Chiediamo a Bruxelles di tornare sui suoi passi e rivedere il suo approccio – ha rilanciato Sardella – grazie a questa fonte rinnovabile, il nostro settore può accelerare la decarbonizzazione, creando, al tempo stesso, reddito e occupazione”.
Accanto agli Oli Vegetali Puri, il settore valorizza anche i sottoprodotti della raffinazione, le cosiddette “paste saponose”, impiegate per tutta una serie di importanti produzioni, che vanno dall’oleina ai biocarburanti. Tuttavia, dal 2022 proprio le paste saponose sono state cancellate dall’elenco dell’Allegato A del DM 2 marzo 2018, che definisce le materie prime idonee alla produzione di biocarburanti, provocandone così il declassamento a rifiuto e l’esclusione dall’incentivazione “double counting”. Una decisione che ha, di fatto, bloccato il mercato italiano, costringendo le aziende a dirottare tali sottoprodotti sui mercati esteri, dove l’agevolazione a doppio conteggio è ancora permessa.
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