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Confitarma chiede tre correttivi alla riforma portuale

L’associazione confindustriale degli armatori domanda maggiore rappresentanza degli armatori, attenzione ai costi e chiarezza sulla governance

di Redazione SHIPPING ITALY
21 Luglio 2026
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La riforma della governance portuale può rappresentare un’occasione per rafforzare la competitività del sistema marittimo nazionale, ma il Disegno di legge necessita di alcuni correttivi. Questo il messaggio emerso dal confronto tra il Consiglio Generale di Confitarma e il vice ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Edoardo Rixi, ospitato a Roma nella sede di Confindustria.

Al centro dell’incontro, la volontà dell’associazione degli armatori di contribuire al perfezionamento del provvedimento che ridisegna l’assetto della governance portuale italiana, avanzando una serie di osservazioni su tre capitoli ritenuti strategici: governance istituzionale, sostenibilità economico-finanziaria e rappresentanza dell’industria armatoriale.

Aprendo i lavori, il presidente di Confitarma e Special Advisor Economia del Mare di Confindustria, Mario Zanetti, ha sottolineato come la riforma debba avere come obiettivo prioritario il rafforzamento della competitività del cluster marittimo italiano. “Ogni azienda in Italia ha a che fare con il mare ed è da questo punto che dobbiamo partire. Qualunque riforma della portualità non può prescindere dalla competitività dell’industria marittima nazionale e da quella delle sue navi” ha affermato.

Nel merito del Ddl, Confitarma ha indicato almeno tre aspetti sui quali ritiene opportuno intervenire. Sul fronte della governance nazionale, gli armatori chiedono maggiore chiarezza riguardo all’istituzione della cabina di regia centrale e della nuova Porti d’Italia S.p.A., definendo con precisione la natura pubblica del soggetto, la ripartizione delle competenze rispetto alle Autorità di Sistema Portuale, il regime delle concessioni e il ruolo dei porti esclusi dalla rete Ten-T.

Un secondo punto riguarda la sostenibilità economico-finanziaria della riforma. La Confederazione invita a valutare con attenzione i meccanismi di finanziamento della futura società nazionale, evitando effetti negativi sui bilanci delle Adsp che potrebbero tradursi in aumenti di tasse, canoni o altri oneri a carico degli operatori, con il rischio di ridurre la competitività dei porti italiani rispetto ai concorrenti esteri.

Il terzo correttivo proposto riguarda invece la governance partecipata. Confitarma sollecita un rafforzamento del coinvolgimento strutturato delle rappresentanze imprenditoriali e, in particolare, dell’armamento nazionale nei processi decisionali della governance portuale. L’obiettivo è garantire che, anche alla luce del pluralismo associativo oggi presente nel settore, l’industria armatoriale sia adeguatamente rappresentata in tutte le realtà portuali.

Durante il confronto, Zanetti e Rixi hanno condiviso la necessità di proseguire sulla strada della semplificazione normativa per aumentare la competitività del settore armatoriale e, di conseguenza, la capacità di risposta dell’intero sistema marittimo-portuale italiano.

Dal canto suo, il vice ministro ha illustrato l’impostazione del Governo sulla riforma, confermando l’apertura dell’esecutivo ai contributi migliorativi provenienti dagli stakeholder del settore, compresi quelli avanzati dall’industria armatoriale.

All’incontro sono intervenuti anche Donato Liguori, direttore generale per i Porti, la Logistica e l’Intermodalità del Mit, Roberto Petri, presidente di Assoporti, Stefano Zunarelli, professore e avvocato esperto di diritto dei trasporti e della navigazione, oltre alla deputata Maria Grazia Frijia, relatrice del disegno di legge alla Camera.

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