Impianto di cold ironing completato al terminal crociere di Savona
A genova intanto è stato affondato il 27mo cassone. Entro metà agosto l’opera potrebbe raggiungere 1,5 kilometri di estensione
L’Autorità di sistema portuale del Mar Ligure occidentale ha annunciato che è stato completato nel porto di Savona il nuovo impianto di cold ironing dedicato al terminal crociere, un’infrastruttura che consentirà alle navi ormeggiate di alimentarsi dalla rete elettrica di terra durante la sosta in banchina, riducendo in modo significativo le emissioni e l’impatto delle attività portuali sulla città. Una nota specifica che, con la conclusione dei lavori, sono state realizzate la nuova cabina elettrica e le infrastrutture necessarie per collegare le banchine del terminal crociere. L’intervento entra ora nella fase finale che porterà all’affidamento della gestione dell’impianto, secondo quanto previsto dalla normativa vigente.
Grazie al cold ironing durante la permanenza in banchina le navi potranno spegnere i generatori di bordo e continuare ad alimentare tutti i servizi di bordo attraverso la rete elettrica. Un sistema che permette di abbattere sensibilmente le emissioni di anidride carbonica, ossidi di azoto, ossidi di zolfo e polveri sottili, con benefici concreti soprattutto nei contesti urbani dove porto e città convivono.
Parallelamente al terminal in concessione a Costa Crociere proseguono gli interventi per realizzare il cold ironing anche nel terminal contenitori di Vado Ligure.
Nel capoluogo ligure, invece, proseguono i lavori per la costruzione della nuova diga foranea. Webuild, azienda capofila del consorzio Pergenova Breakwater, ha annunciato la posa dal cassone numero 27 e il raggiungimento di 1.240 metri di sviluppo complessivo dell’opera.
“Dopo questo nuovo avanzamento, il cantiere si prepara a una ulteriore sequenza di installazioni in mare. In base all’attuale programmazione, entro Ferragosto potrebbero essere posati altri cassoni consentendo alla nuova diga di estendersi fino a circa 1,5 chilometri, compatibilmente con le condizioni meteo-marine necessarie per operazioni di tale complessità” si legge in una nota di Webuild.
Nell’area di cantiere in mare aperto operano quotidianamente pontoni, rimorchiatori e piattaforme marine dedicate alle lavorazioni offshore, impegnati nelle diverse fasi che accompagnano ogni installazione. Si tratta di una macchina operativa che lavora in stretta sinergia per consentire il trasporto dei manufatti e il loro corretto posizionamento lungo il tracciato della futura infrastruttura.
Parallelamente alle installazioni offshore, proseguono le attività di preparazione delle future aree di posa, i monitoraggi tecnici e ambientali e la produzione dei manufatti destinati alle successive fasi costruttive.
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