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Moby avrebbe trovato un salvatore e il Mit ‘accelera’ sul rinnovo della continuità marittima

Manca un mese al termine ultimo disposto dal tribunale per la presentazione del piano concordatario e Moby sembra che inizi ad avere le idee chiare sul piano di salvataggio da sottoporre al voto dei creditori. Secondo quanto rivelato da Reorg Research la compagnia di traghetti della famiglia Onorato sarebbe tornata a dialogare con il gruppo […]

di Nicola Capuzzo
30 Novembre 2020
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Manca un mese al termine ultimo disposto dal tribunale per la presentazione del piano concordatario e Moby sembra che inizi ad avere le idee chiare sul piano di salvataggio da sottoporre al voto dei creditori.

Secondo quanto rivelato da Reorg Research la compagnia di traghetti della famiglia Onorato sarebbe tornata a dialogare con il gruppo di obbligazionisti che un anno fa aveva presentato istanza di fallimento e che controllano una larga fetta del bond da 300 milioni di euro in scadenza nel 2023. L’ipotesi sul tavolo per garantire la sopravvivenza della balena blu prevedrebbe l’iniezione di nuova finanza che potrebbe essere apportata da uno dei due investitori istituzionali disponibili a lanciare a Onorato un salvagente (Europa Investimenti sembra la controparte preferita, altrimenti Clessidra) e due opzioni per gli stessi bondholder (tra cui Sound Point Capital, Cheyne Capital, BlueBay e Aptior Capital).

L’offerta di Moby (che riguarda anche Compagnia Italiana di Navigazione) prevedrebbe una percentuale di recupero dei crediti degli obbligazionisti attorno al 30%, più una seconda opzione che includerebbe la potenziale liquidità incassata dalla vendita di asset (alcune delle navi). Questa ipotesi di piano è ora al vaglio degli obbligazionisti che potranno così esprimere un parere preventivo prima del definitivo deposito al tribunle di Milano del piano.

Questa proposta confermerebbe l’orientamento espresso dal gruppo di Onorato già lo scorso luglio quando erano emerse un paio di soluzioni per il salvataggio del gruppo.

Sul fronte invece del rinnovo della convenzione pubblica per la continuità territoriale marittima, in scadenza a fine febbraio dopo la proroga prevista l’estate scorsa dal Governo con un apposito articolo inserito nel decreto Rilancio, al Ministero dei Trasporti sembra stiano cercando di rispettare questo termina evitando di ricorrere a un’ulteriore posticipo. Lo hanno reso noto fonti sindacali (Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti) dopo l’ultimo incontro avuto presso il ministero di piazzale Porta Pia con MIT sulle questioni ancora “aperte” riguardanti i vari segmenti del sistema trasporti. Fra i temi trattati anche la questione Tirrenia a proposito della quale fonti autorevoli del Ministero dei Trasporti avrebbero assicurato che sono in atto le procedure per assegnare il servizio entro febbraio 2021. Nel mentre la continuità territoriale marittima sarà garantita così come sta avvenendo ora in regime di proroga.

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