Bucci: “Sei mesi di ritardo per la fase B della nuova diga di Genova a causa dei ricorsi”
Il commissario straordinario spiega che i ricorsi contro l’aggiudicazione del project management per Fase B rischiano di posticipare l’avvio anche dei lavori correlati

I lavori della fase B per la costruzione della nuova diga forane adel porto di Genova rischiano sei mesi di ritardo rispetto agli ultimi coronoprogrammi recentemente annunciati. Ad affermarlo è il commissario straordinario dell’opera, Marco Bucci (presidente di Regione Liguria), nel corso di un’intervista di fine anno rilasciata al giornale online Genova24.
Il commissario ha parlato di un “potenziale ritardo di sei mesi relativamente alla fase B” perchè spera ancora di trovare il modo di porre rimedio a questa criticità emersa in seguito ai tre ricorsi, al Tar e al Consiglio di Stato, presentati da tre dei quattro soggetti che hanno partecipato alla gara per il project management (la direzione dei lavori). “Chi non ha vinto, ha presentato ricorso, la gara per la costruzione non ha avuto problemi ma quella per il project management sì e però abbiamo bisogno di entrambe per procedere” ha spiegato il governatore.
Bucci poi ha aggiunto: “Questi ricorsi potrebbero rallentarci parecchio e quindi stiamo cercando di capire, insieme alla struttura commissariale, come trovare una soluzione per recuperare l’eventuale tempo perso in qualche altro modo, sono convinto che ci riusciremo e che i tempi di realizzazione della diga potranno essere rispettati, ad ogni modo il punto non è che questa infrastruttura sia conclusa qualche mese prima o qualche mese dopo, se ci sarà necessità affronteremo anche i possibili extra costi, ma quello che conta è che diventi realtà e su questo non ci sono dubbi, non si torna indietro”.
I ricorsi sono stati presentati contro l’aggiudicazione dell’appalto per il project management & consulting (Pmc – direzione lavori) alla compagine guidata da Btp Infrastrutture, con Thetis, Seacon, Rogedil Servizi, Interprogetti.
Gli altri soggetti che hanno partecipato alla gara sono il raggruppamento temporaneo di professionisti che fa capo a Rina Consulting (con Artelia, Sjs Engineering e Pricewaterhousecoopers), Protos (con Hill International, Recchi Engineering Torino e Acquatecno Roma) e un quarto gruppo che ha come capofila Cioomm con altre società del gruppo Ernst Young.
Nessun ricorso, invece, è stato presentato dopo la gara per aggiudicare i lavori per la costruzione della fase B assegnati a una cordata composta da Rcm, con Sales e il Consorzio Integra. Il ribasso offerto porta il costo dell’opera a 435 milioni di euro per la seconda fase.
Dalla consegna del cantiere – che avrebbe dovuto essere a gennaio ma a questo punto potrebbe tardare almeno sei mesi – sono stimati 38 mesi e mezzo di lavori. Il collaudo finale, ricorda Genova24, potrebbe quindi avvenire tra la metà del 2029 e l’inizio del 2030, tre anni dopo la conclusione della posa dei cassoni, auspicata a fine 2027. La fase B è quella relativa alla costruzione di 1,1 km di nuova diga e la rimozione 2,2 km di infrastruttura attualmente esistente a protezione dello scalo.
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