Navi dirottate per la concorrenza spietata fra Europa-Asia sul Gnl ‘superstite’
Il calo nella produzione legato alla guerra in Iran ha portato i compratori orientali ad alzare i prezzi per accaparrarsi carichi destinati al vecchio continente

La guerra di Usa e Israele sta rischiando di estromettere l’Europa dal mercato globale del gas naturale liquefatto.
Lo dimostrano i dati di tracciamento delle navi, con diverse gasiere che hanno cambiato rotta a metà viaggio, reindirizzando oltre una dozzina di carichi atlantici. Dallo scoppio della guerra in Medio Oriente il 28 febbraio, il numero di navi metaniere dirottate ha continuato a crescere, con gli ultimi carichi del Qatar che dovrebbero arrivare nel Regno Unito e in Italia entro il 27 marzo, secondo i dati della società di intelligence Kpler.
“Abbiamo 11 carichi di Gnl che sono stati confermati come dirottati dall’Europa verso l’Asia, più due che sono stati dirottati dall’Europa verso l’Egitto e uno dall’Europa verso la Turchia” ha dichiarato a Euronews Laura Page, Insight manager Lng & Natural Gas di Kpler. L’escalation ha fatto salire i prezzi globali del gas tra le preoccupazioni per la scarsità dell’offerta che si muove attraverso l’Atlantico, in un momento critico in cui l’Europa inizia la stagione di rifornimento degli stoccaggi.
“Fortunatamente stiamo uscendo dalla stagione del riscaldamento invernale, quindi la domanda di gas diminuirà, ma la crisi rappresenta un grosso rischio per l’Europa durante l’imminente stagione di rifornimento e potrebbe mettere a dura prova l’Europa il prossimo inverno se i livelli di stoccaggio non raggiungeranno livelli sufficienti” ha aggiunto Page.
Gli acquirenti asiatici pagano attualmente circa 1-3 dollari/MMBtu – prezzi misurati dal benchmark JKM – in più rispetto alle controparti europee per il Gnl spot – un premio relativamente piccolo ma significativo che sta impattando sui modelli commerciali. I rendimenti più elevati spingono gli operatori a dirottare i carichi flessibili verso est, dove i costi di spedizione sono più interessanti, mentre l’Europa continua a contendersi la limitata offerta di Gnl.
Intanto QatarEnergy ha dichiarato lo stato di “forza maggiore” per alcuni contratti di fornitura di gas naturale liquefatto siglati con Italia, Belgio, Corea del Sud e Cina. La decisione della compagnia statale qatariota – riportata da Reuters e Al Jazeera – segue i gravi attacchi missilistici iraniani del 18 e 19 marzo al polo produttivo di Ras Laffan. La società di consulenza Kpler stima una riduzione di circa 5 milioni di tonnellate di export di Gnl solo nel mese di marzo da Qatar ed Emirati Arabi con conseguenze significative.
Secondo le stime di Kpler, entro la fine di maggio potrebbero mancare all’appello circa 19 milioni di tonnellate di gas dall’area del Golfo. Questo scenario obbliga l’Europa a una competizione spietata con i giganti asiatici (Cina, Giappone e Corea del Sud) per accaparrarsi i carichi rimasti, mentre le scorte europee destano preoccupazioni.
Il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, ha cercato di rassicurare, dichiarando martedì che il Paese non è direttamente “minacciato” ed evidenziando l’affidabilità delle infrastrutture di Eni. Tuttavia, il ministro ha ammesso che la distruzione delle strutture di liquefazione del gas naturale in Qatar sta spingendo i buyer asiatici a competere sui fornitori abituali dell’Italia, alimentando la volatilità dei prezzi.
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