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Assoporti vede una portualità in ripresa nei primi 9 mesi del 2021

Confermata una stabile ripresa per ciò che riguarda il traffico merci nei primi nove mesi del 2021 in Italia. È quanto emerge dall’elaborazione dei dati delle Autorità di Sistema Portuale effettuata da Assoporti. “Come si evince dalle tabelle e dai traffici, nel 2020, gli scali italiani avevano movimentato 441,8 milioni di tonnellate di merci, con […]

di Nicola Capuzzo
9 Dicembre 2021
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Porto Marghera veduta aerea

Confermata una stabile ripresa per ciò che riguarda il traffico merci nei primi nove mesi del 2021 in Italia. È quanto emerge dall’elaborazione dei dati delle Autorità di Sistema Portuale effettuata da Assoporti. “Come si evince dalle tabelle e dai traffici, nel 2020, gli scali italiani avevano movimentato 441,8 milioni di tonnellate di merci, con un calo del 10% rispetto ai 490 milioni del 2019. Già nel primo trimestre 2021 l’import export via mare aveva registrato un incremento del 3% sul 2019. Rispetto al periodo gennaio-settembre 2020, profondamente colpito dall’emergenza sanitaria, si registra una crescita in tutti i settori di traffico. È importante evidenziare che si sta registrando, rispetto al periodo gennaio-settembre 2019, un recupero dei livelli precedenti la crisi nella movimentazione di merci e passeggeri. Infatti, rispetto al periodo gennaio-settembre 2019, i primi nove mesi dell’anno in corso, seppur con una riduzione delle percentuali nella movimentazione di rinfuse liquide, evidenziano significativi segnali di crescita nel settore delle merci varie e nei movimenti di contenitori” spiega una nota.

Il settore delle crociere, di fatto azzerato dalla crisi pandemica, risulta ancora quello con maggiori difficoltà. “Tuttavia, la ripartenza sta avvenendo grazie all’Italia e sarà il 2022 l’anno in cui si dovrebbero vedere dati di crescita più significativi. Discorso molto simile per il segmento passeggeri in generale che risente delle limitazioni di mobilità che la pandemia ha imposto sia a livello interno che nei collegamenti con gli altri Paesi transfrontalieri. In ogni caso, si tratta di un anno di assestamento che ancora non ha raggiunto un flusso di traffico analogo a quello precedente alla pandemia, anche se le premesse di ripresa ci sono tutte”.

Nel confronto con il 2020, guardando alle tonnellate, i primi nove mesi di quest’anno hanno chiuso in crescita per i porti italiani nelle rinfuse liquide (+4%), in quelle solide (+16,2%), nei contenitori (+3,3%), nei rotabili (+18,9%) e nelle altre merci varie (+24,3%). In salita del 277% i crocieristi, del 13,4% i passeggeri sui traghetti e del 17,3% le persone imbarcate su traghetti attivi nel corto raggio. Il confronto con i primi nove mesi del 2019 dice invece che risultano ancora in calo i traffici (in tonnellate) di rinfuse liquide e solide mentre container, ro-ro e merci varie sono già superiori. Profondamente in calo, ovviamente, sia i passeggeri trasportati dalle navi da crociera che quelli sui traghetti.

Il Presidente di Assoporti, Rodolfo Giampieri, ha sottolineato che: “Stiamo vedendo una portualità in ripresa che ci fa guardare al futuro con un ragionato ottimismo. I porti, che sono parte integrante della logistica moderna, si sono mostrati resilienti e organizzati tanto da garantire l’approvvigionamento dei beni in tutto il Paese, come abbiamo più volte ricordato. I segnali di ripresa dovranno essere accompagnati e rafforzati da tutti gli investimenti necessari per garantire la competitività dei porti, come previsto dal Pnrr e dal fondo complementare, che pongono obiettivi ambiziosi e fortemente stimolanti anche per la transizione ecologica e digitale del comparto. Totalmente diverso il tema dei passeggeri legato direttamente alla situazione sanitaria in corso e alla sua evoluzione”.

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