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Economia

Porti europei chiusi alle navi russe

Nel quinto pacchetto di sanzioni, in approvazione stamane, anche divieti all’import di vari beni, carbone in primis. Ma gas, petrolio e prodotti agricoli restano fuori

di Redazione SHIPPING ITALY
6 Aprile 2022
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Russian tugs

Salvo sorprese, sarà approvato in mattinata il quinto pacchetto di sanzioni contro la Russia predisposto dalla Commissione Europea, che avrà particolari ricadute sul commercio internazionale e conseguentemente sui flussi logistici in essere fino ad oggi, per quanto gas e petrolio russi restino per il momento fuori dal ventaglio delle misure europee.

Sei i pilastri del nuovo pacchetto, riepilogati da una nota della Commissione. “Il primo è un divieto di importazione di carbone dalla Russia, per un valore di 4 miliardi di euro all’anno. Questo taglierà un’altra importante fonte di entrate per la Russia.

Secondo: un divieto totale di transazioni su quattro banche russe chiave, tra cui VTB, la seconda banca russa. Queste quattro banche, ora totalmente tagliate fuori dai mercati, rappresentano il 23% della quota di mercato nel settore bancario russo. Questo indebolirà ulteriormente il sistema finanziario russo.

Terzo: il divieto per le navi russe e le navi gestite da russi di accedere ai porti dell’Ue. Alcune esenzioni riguarderanno i beni essenziali, come i prodotti agricoli e alimentari, gli aiuti umanitari e l’energia. Inoltre, proporremo un divieto per gli operatori del trasporto stradale russi e bielorussi. Questo divieto limiterà drasticamente le opzioni per l’industria russa di ottenere beni chiave.

Quarto: ulteriori divieti di esportazione mirati, per un valore di 10 miliardi di euro, in settori in cui la Russia è vulnerabile. Questo include, per esempio, i computer quantistici e i semiconduttori avanzati, ma anche macchinari sensibili e attrezzature di trasporto. Con questo, continueremo a degradare la base tecnologica e la capacità industriale della Russia.

Quinto: nuovi divieti specifici di importazione, per un valore di 5,5 miliardi di euro, per tagliare il flusso di denaro della Russia e dei suoi oligarchi, su vari prodotti, dal legno al cemento, dai frutti di mare ai liquori. Nel fare questo, chiudiamo anche le scappatoie tra la Russia e la Bielorussia.

Sesto: Prendiamo una serie di misure molto mirate, come il divieto generale dell’Ue di partecipazione delle imprese russe agli appalti pubblici negli Stati membri, o l’esclusione di ogni sostegno finanziario, europeo o nazionale, agli enti pubblici russi. Perché il denaro delle tasse europee non deve andare alla Russia, in alcuna forma”.

La Commissione ha poi fatto sapere di aver stilato un nuovo elenco di persone fisiche soggette a sanzioni e di esser al lavoro su varie ipotesi di intervento sull’import di petrolio e gas russi: “Oggi, più di 40 paesi applicano sanzioni come queste. Prendere una posizione chiara non è cruciale solo per noi in Europa, ma anche per il resto del mondo. Una posizione chiara contro la guerra scelta da Putin. Una posizione chiara contro il massacro dei civili. E una posizione chiara contro la violazione dei principi fondamentali dell’ordine mondiale”.

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