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Primo passo a Spezia per i dragaggi a servizio delle espansioni di Lsct e Tdg

L’Adsp approva il progetto preliminare: 36 milioni di euro per portare a -15 il fondale dei terminal in via di ampliamento. Miticoltori trasferiti temporaneamente fuori dalla diga

di Andrea Moizo
12 Aprile 2022
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Porto La Spezia – LSCT – Marina Canaletto

L’espansione dei due maggiori terminal mercantili del porto di La Spezia – La Spezia Container Terminal e Terminal Del Golfo – parrebbe negli ultimi mesi essersi in moto (seppur faticosamente), sicché l’Autorità di Sistema Portuale ha cominciato a muoversi per la propria parte.

Nei giorni scorsi, infatti, il presidente Mario Sommariva ha firmato il decreto di approvazione del progetto di fattibilità tecnico-economica del primo lotto di dragaggi, che il piano triennale delle opere prevede si avvii nel corso del 2022, con l’obiettivo di portare il terzo bacino, la parte cioè di levante appunto del porto mercantile di La Spezia, ad un fondale di 15 metri (insieme al relativo canale di accesso).

Si tratta della parte più impegnativa dei dragaggi previsti, per la quale l’ente ha stanziato 36 milioni di euro. Il dragaggio dell’area prospiciente il Molo Garibaldi ne richiederà 20 e la messa in sicurezza del Molo Italia 15,6.

La relazione che accompagna il decreto spiega come i prelievi per le analisi dei fondali siano stati perfezionati sul finire del 2019 e come a febbraio 2020 siano cominciate le analisi. Sennonché l’esplosione del covid ha ritardato tutto, tanto che “le analisi ecotossicologiche, avviate a giugno 2020, hanno purtroppo scontato il lungo periodo di conservazione dei campioni, costringendo l’Appaltatore a richiedere la ripetizione di campionamenti e di analisi. Ciononostante si è comunque deciso di procedere alla redazione di un progetto di fattibilità tecnico economica degli interventi afferenti al primo lotto dei lavori di dragaggio, utilizzando una caratterizzazione incompleta dei fondali interessati, al fine di verificare le possibilità di gestione dei materiali di risulta dagli scavi e riservando alla fase della progettazione definitiva l’esatta definizione dei quantitativi di fondale da gestire secondo le possibilità consentite dal D.M. n.173/2016 e ss.mm.”.

I volumi sono pertanto stimati, ma in linea di massima degli 834mila metri cubi da dragare circa 310mila (categorie E e D) dovrebbero esser conferiti alle vasche di colmata previste dalle espansioni di Lsct e Tdg, 313mila (categorie A e B) dovrebbero essere sversabili in mare (in luogo da individuare) e per 211mila (categoria C) si dovrebbe procedere col capping (sversamento in ambito portuale e successiva copertura “con materiale arido di cava per uno spessore pari a 50 cm”.

Memore delle problematiche occorse con il dragaggio effettuato nel 2015 innanzi Molo Garibaldi, l’Adsp ha deciso di proporre ai miticoltori indotto l’AdSP a proporre ai mitilicoltori della zona “una temporanea ricollocazione delle coltivazioni all’esterno della diga foranea in concomitanza con le attività di dragaggio più prossime, in luogo di una posa di panne contenitive tecnicamente ed economicamente poco sostenibile in caso di intervento su aree estese come quelle in questione.

Secondo la relazione, a seconda delle soluzioni tecniche che saranno scelte in sede di progettazione definitiva i tempi dei lavori potranno variare fra i due mesi e mezzo e i cinque e mezzo.

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