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Il termine dei lavori di Darsena Europa slitta ancora (al 2030)

Infrastruttura operativa fra cinque anni. Matteo Salvini assicura copertura di extracosti e opere accessorie

di REDAZIONE SHIPPING ITALY
10 Ottobre 2025
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Ci vorranno ancora cinque anni per l’operatività di Darsena Europa, il secondo più imponente progetto portuale d’Italia, che dovrebbe dotare Livorno di nuovi piazzali e banchine con fondali tali da ospitare anche portacontainer di ultima generazione.

“La Darsena Europa è un’opera di interesse nazionale e fa piacere vedere che tra cinque anni quest’opera potrà essere operativa” ha dichiarato il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Matteo Salvini durante una visita al cantiere, così certificando lo slittamento di 11 mesi dall’ultima data ufficiale (novembre 2029).

I lavori, del resto, come specificato nella relativa nota dell’Autorità di sistema portuale sono ancora in fase preliminare: “Ad oggi sono stati realizzati i primi 450 metri di molo foraneo che andranno a delimitare una nuova vasca di colmata da 15 ettari (resasi necessaria per l’impossibilità del riutilizzo di parte dei materiali di dragaggio emersa ad appalto aggiudicato, ndr) destinata ad ospitare il materiale risultante dalle attività di imbasamento delle nuove scogliere e che in futuro verrà consolidata per consentire l’atterraggio sia della futura Fi-Pi-Li (bretella autostradale, ndr) che della rete ferroviaria. Si tratta di interventi di cantiere ante-operam avviati mentre sono ancora in corso le attività di monitoraggio ambientale” ha spiegato il dirigente tecnico Enrico Pribaz.

“Il pacchetto intero di questi monitoraggi verrà presentato al Ministero dell’Ambiente a marzo del 2026 per il via libera definivo. Passaggio, quest’ultimo, propedeutico alla realizzazione del resto delle opere foranee e delle attività di dragaggio” ha aggiunto Pribaz. Complessivamente è prevista una costruzione di una diga foranea esterna di 4,6 km composta dal nuovo molo di sopraflutto e dalla nuova diga della Meloria in sottoflutto (la vecchia diga verrà demolita). Verranno poi realizzate dighe interne per 2,3 km, che andranno a delimitare le nuove vasche di colmata da 130 ettari che si andranno ad aggiungere a quelle esistenti (da 70 ettari). Quanto ai dragaggi, verranno dragati 17 milioni di metri cubi di materiale, per portare il nuovo canale di accesso (imboccatura lato nord) a 17 metri di profondità e a -16 metri le banchine, che però verranno imbasate per poter reggere un approfondimento dei fondali a -20.

Intanto si sta procedendo al consolidamento della prima vasca di colmata, previsto per il giugno 2027: “Il lavoro ci consentirà di avere un piano finito dove il futuro concessionario potrà realizzare la pavimentazione e i piazzali operativi. L’ente portuale sta intanto lavorando anche alla infrastrutturazione del porto attuale. Non poco distante dall’area di cantiere si intravede infatti la Torre del Marzocco, la cui banchina sottostante dovrà essere resecata per ampliare il canale di accesso a 125 metri. Siamo pronti a partire con l’intervento (che durerà quasi due anni e che avrebbe dovuto terminare entro fine 2025, ndr), stiamo soltanto aspettando il parere di ottemperanza dal Mase per l’esclusione dalla Via” ha sottolineato ancora Pribaz.

Nell’occasione l’Autorità di sistema portuale presieduta da Davide Gariglio ha da ultimo ricordato che “l’opera è già finanziata. Ma mancano ancora all’appello 130 milioni di euro per il completamento dei collegamenti viari e ferroviari (70 milioni) e per il consolidamento della seconda vasca di colmata (altri 50 milioni). A questi si dovrebbero poi aggiungere gli eventuali 40 milioni di euro necessari per realizzare un nuovo ponte che in un prossimo futuro permetterà a tutti gli yacht e i superyacht dei cantieri della nautica presenti sul Canale dei Navicelli (che sfocia nel canale Scolmatore), di uscire direttamente e agevolmente in mare aperto”.

Pronta la risposta di Salvini: “Non saranno eventuali cento milioni di euro in più a bloccare lo sviluppo del porto, questo è fuori discussione”.

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