Slitta al 2029 il nuovo bacino di carenaggio di Fincantieri a Palermo
La vasca da 150.000 tonnellate doveva essere pronta originariamente nel 2024 e poi nel 2026

Slitta ancora la consegna del bacino da 150 mila tonnellate di Fincantieri, come fanno sapere Fim Cisl e Uilm Uil. L’opera, inizialmente annunciata nel 2020 dall’allora presidente Monti con data di consegna fissata al 2024, aveva già subito diversi rinvii con previsione di consegna al 2026, a causa di diversi ostacoli burocratici e tecnici verificatesi negli anni. Ora, secondo quanto comunicato dal commissario dell’Autorità di sistema portuale del mare della Sicilia Occidentale, Annalisa Tardino, con la presenza dello stesso Pasqualino Monti, commissario straordinario per l’opera, la consegna è stata ulteriormente posticipata di circa 1000 giorni, portando la nuova scadenza al 2029.
“Il bacino rappresenta un’infrastruttura strategica per lo sviluppo del cantiere navale palermitano, come ribadito da Fincantieri durante la recente presentazione del piano industriale. Esprimiamo – affermano Antonio Nobile, coordinatore Fim Cisl Sicilia per Palermo e Trapani e Giovanni Gerbino, segretario generale Uilm Uil Palermo – forte preoccupazione per i ritardi accumulati e chiediamo chiarezza sulle cause dell’ennesimo slittamento”.
Poi aggiungono: “chiediamo trasparenza sugli ostacoli che hanno generato un ulteriore ritardo della realizzazione di un’opera attesa da troppo tempo. Basta annunci e proclami, è necessario che l’infrastruttura venga completata al più presto – sottolineano i rappresentanti sindacali – perché già i ritardi accumulati si sono tradotti in occasioni mancate per il cantiere navale di Palermo”.
Secondo i sindacati, la disponibilità del bacino nei tempi comunicati precedentemente, avrebbe consentito un ulteriore sviluppo del cantiere navale e un incremento delle assunzioni, in linea con i carichi di lavoro annunciati da Fincantieri nei giorni scorsi. Fim e Uilm, inoltre evidenziano la necessità di coinvolgere tutte le parti interessate, “come sempre avvenuto in passato, sarebbe stato opportuno che l’AdSP convocasse tutte le parti da sempre coinvolte nei processi e che rappresentano lavoratori del cantiere e dell’indotto”.
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