Elliot (con Adam Goldstein) vuole una rivoluzione per rilanciare Norwegian Cruise Line Holdings
L’attuale managament e Cda del gruppo che controlla Ncl, Oceania e Regent nel mirino per la pedita di market share e di redditività rispetto al passato e ai competitor

Nonostante i risultati finanziari positivi (ma evidentemete non abbastanza per qualcuno) e un mercato delle crociere tornato a macinare enormi profitti, il gruppo Norwegian Cruise Line Holdings (che controlla i marchi crocieristici Ncl , Oceani e Regent Seven Seas Voyager) vive un terremoto ai vertici che è già costato il posto all’amministratore delegato Harry Sommer, appena sostituito da John Chide (ex chief executive officer di Subway e di Burger King).
A soffiare sul fuoco ci sta pensando in particolare Elliott Investment Management, società d’investimenti e azionista del gruppo crocieristico considerato dai suoi manager (del fondo) inerte e poco performante. In una lettera al consiglio di amministrazione Elliott ha chiesto infatti al Consiglio d’amministrazione di agire immediatamente o di rivolgersi agli azionisti per invertire “un decennio di errori di valutazione strategica e di scarsa esecuzione”.
L’investitore ha annunciato di aver accumulato una partecipazione superiore al 10% in Nclh e ha presentato un piano chiamato Norwegian Now per efficientare e migliorare il business delle tre compagnie armatrice parte del gruppo.
La compagnia, secondo un dossier presentato da Elliot, ha alle spalle una storia di cambiamenti di gestione e strategia, di scarsa esecuzione e di perdita della leadership nel settore a favore dei concorrenti Carnival Corporation e Royal Caribbean Group. Più recentemente Msc Crociere è cresciuta anche nel mercato nordamericano, spingendo Norwegian al quarto posto nella classifica del settore per dimensioni secondo diversi indicatori. Eppure Norwegian Cruise Line Holdings dopo l’acquisizione da parte di Genting Group e Apollo Management 25 anni fa era, secondo Elliott, la compagnia con le migliori performance finanziarie del settore quando era stata quotata in borsa a inizio 2013.
“Nell’ultimo decennio la compagnia è passata dall’essere un operatore di crociere leader del settore a un evidente inseguitore, penalizzato da una strategia incoerente, da una gestione debole, da una guida imprecisa e da uno scarso rigore disciplina dei costi” sostiene la società d’investimenti nella sua lettera al consiglio di amministrazione. “Norwegian ha perso la sua precedente posizione di leader in termini di redditività e ora opera quasi in fondo alla classifica dei competitor”.
La lettera sottolinea che Norwegian possiede i giusti elementi costitutivi, tra cui una flotta moderna e un settore in forte domanda ma rimane un potenziale inesplorato. Nonostante abbia di fronte un’opportunità di crescita unica operando in un settore in forte espansione e con asset di alta qualità. Elliott ritiene che il prezzo delle azioni Norwegian potrebbe aumentare del 159% rispetto ai livelli attuali.
Un esempio citato di scarso sviluppo è quello dell’isola privata di Norwegian alle Bahamas che la compagnia aveva inaugurato nel lontano 1977 e che recentemente non è riuscita a fare evolvere in maniera adeguata mentre i concorrenti sono progrediti anche su quel fronte con un’offerta più efficace. Nclh sta ora investendo nell’isola, aggiungendo un molo, una piscina e altre attrazioni, ma il progetto è in ritardo.
La lettera di Elliot chiama in causa anche il cambio di amministratore delegato appena annunciato afferma che la scelta di un “membro del Consiglio di amministrazione di lunga data senza alcuna esperienza dirigenziale nel settore delle crociere” prosegue una “preoccupante tendenza”.
Il piano di Elliott prevede un completo rinnovamento del consiglio di amministrazione, inclusi nuovi amministratori con esperienza nel settore e operativa. Richiede inoltre una revisione della gestione e un nuovo piano aziendale che affronti la mancanza di una gestione dei costi.
Adam Goldstein, ex presidente e Ceo di Royal Caribbean International (nonché presidente della Cruise Lines International Association per ui nmandato), sta collaborando con Elliott Investment Management per questa campagna di rifondazione all’interno del Consiglio di amministrazione di Norwegian Cruise Line Holdings e in un articolo pubblicato su Fortune ha fatto sapere che sarebbe pronto a partecipare attivamente al nuoo corso dell’azienda. “Elliott sta spingendo per nuovi manager che aiutino a riportare Norwegian al suo legittimo posto di leader del settore e, poiché sto lavorando con loro per raggiungere questo obiettivo, vorrei condividere la mia opinione sull’opportunità offerta da Norwegian e sul perché sarei entusiasta di far parte del suo prossimo capitolo” ha scritto Goldstein su Fortune.
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