Ok all’ingresso di navi a Marghera anche con il Mose in funzione
Nuova ordinanza della Capitaneria: le navi fino a 140 metri di lunghezza potranno entrare a Malamocco anche a barriere sollevate. Soddisfazione di Venice Port Community

Le navi fino a 140 metri di lunghezza potranno entrare in porto a Marghera anche quando le barriere del Mose sono sollevate.
La Capitaneria di Porto di Venezia, infatti, ha emanato una nuova ordinanza che modifica il regolamento per la sicurezza della navigazione nel porto e nella rada di Venezia, introducendo la disciplina del transito delle navi attraverso le conche di navigazione del sistema Mose alle bocche di porto di Malamocco e Lido-Treporti.
Si tratta di un provvedimento che definisce in modo puntuale criteri tecnici e condizioni operative per il passaggio delle navi durante il periodo di sollevamento delle barriere mobili, superando quindi la possibilità di isolamento tra laguna e mare in caso di attivazione del sistema di difesa dalle acque alte.
L’ordinanza stabilisce parametri oggettivi per l’ammissione al transito tra cui dimensioni dell’unità, pescaggio, limiti di vento e condizioni di visibilità differenziati per le conche di Malamocco e Lido-Treporti, nonché l’obbligo di programmazione attraverso il sistema informatico portuale. L’impianto normativo è improntato a un approccio sperimentale e progressivo, in modo da consentire, sulla base dell’esperienza maturata, eventuali aggiornamenti del dispositivo.
In questa prima fase potranno transitare attraverso le conche del Lido navi rispettivamente fino a 25 metri di lunghezza per sei di larghezza, con un pescaggio di 3,5 metri (in condizioni di visibilità di almeno 500 metri) al Lido, mentre fino a 140 metri di lunghezza per 26 di larghezza, 8 metri e mezzo di pescaggio e 2.000 metri di visibilità a Malamocco. La conca è progettata per far transitare anche navi anche molto più lunghe, ma in questa prima fase ci sarà una specie di rodaggio, anche per permettere l’acquisizione della necessaria esperienza al personale di assistenza.
“Una scelta saggia, che parte dal principio di sicurezza e che al contempo offre nuove opportunità di sviluppo al porto di Venezia. Così facendo, si potranno superare i limiti che necessariamente impone il Mose. Limiti, sia chiaro, che riteniamo necessari per il bene della nostra laguna» così Davide Calderan, presidente di Venezia Port Community si è espresso sulla gestione della conca di navigazione.
Condivisibile, per Calderan, è anche la modalità con cui si è deciso di iniziare la gestione dei transiti a Mose alzato: “Adottare un sistema prudenziale è senz’altro necessario, la Capitaneria ha deciso di cominciare con navi di una certa stazza, per poi, pian piano, progredire. Questo consentirà a tutto il comparto di prendere sempre più dimestichezza con la conca, facendolo in piena sicurezza. Un vantaggio per operatori e per fruitori di questo servizio, che potranno contare su professionalità di eccellenza”.
Oltre a questo, Calderan ha evidenziato come i costi non saranno un problema: «Le stime di utilizzo dell’accesso durante il sollevamento del Mose non saranno certamente compromissorie dell’economicità. Gli importi per le competenze di tutte le professionalità che saranno messe in campo saranno simili a quelli applicati alle navi oggi. Così si garantirà al porto di Venezia un’economia florida, che non impatti sull’esercizio delle navi che vorranno transitare senza attendere in rada che il sollevamento abbia la sua conclusione”.
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