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Assicurazioni, cancellazioni e rischio guerra: cosa sta succedendo ai trasporti internazionali

Lockton – P.L. Ferrari spiega l’impatto sulle navi per le cancellazioni di alcune coperture P&I mentre Howden dispensa consigli utili alle imprese in cerca di risposte

di REDAZIONE SHIPPING ITALY
3 Marzo 2026
Stampa
US Navy – nave militare

Anche il mercato assicurativo è preoccupato dall’evolversi degli eventi in Medio Oriente e tiene a sua volta in apprensione il mondo del trasporto marittimo.

Lockton – P.L. Ferrari in una nota circolata ai propri clienti ha fatto sapere che nei giorni scorsi l’International Group dei P&I Clubs ha comunicato a tutti i propri associati la Notice of Cancellation per le coperture P&I non strettamente mutualistiche alle navi impiegati nell’area del Golfo Persico. Alberto Scla a SHIPPING ITALY spiega che “il conflitto sviluppatosi In Iran e nel Golfo Persico ha portato i Clubs a cancellare le coperture non mutualistiche del tipo: P&I cover for Charterers & Traders, Fixed P&I Cover, Comprehensive General Liability, Extended Liability for Charterers, Comprehensive Carriers’liability Cover, P&I insurance for Mobile Offshore Unit & Comprehensive General Liability, Extended Crew Cover, Tour Operator Passenger Liability, Deviation Liability Cover, Charterers Loss of Freight Cover e Offshore biochemical Risks inclusion Clause 2026. Queste – spiega l’esperto broker di Lockton – P.L. Ferrari – sono le più utilizzate coperture addizionali che il mercato P&I offre e che usufruiscono del mercato riassicurativo tradizionale, al di fuori dello schema Riassicurativo del cosiddetto Pool e Gxl (Group Excess Loss).Questi riassicuratori, a seguito degli ultimi eventi di guerra, hanno deciso di cancellare con preavviso di 72 ore tutta questa gamma di assicurazioni che sono complementari o addizionali alla copertura P&I mutualistica per gli armatori, ovvero l’attività principale dei Clubs e che, per l’appunto, ha uno schema riassicurativo diverso ottenuto attraverso l’International Group of P&I Clubs”. Scala conclude dicendo che “la situazione è in continua evoluzione e ci auguriamo di poter confermare che i Clubs, entro breve, saranno in grado di reintegrare la copertura ‘Rischio Guerra’ per queste categorie o per un certo numero di loro”.

Sui temi assicurativi legati ai trasporti e alla logistica è intervenuto anche Girolamo Lafiosca, Head of trade credit di Howden in Italia, evidenziando quanto la situazione in Medio Oriente si inserisca in un contesto già estremamente complesso. “Prima la guerra in Ucraina e l’embargo sulla Russia, che hanno creato problemi significativi alle aziende italiane visti i forti interessi commerciali, poi la questione israelo-palestinese, che ha avuto a sua volta ripercussioni importanti. Oggi, con l’ulteriore instabilità in Medio Oriente, il quadro si complica ancora di più. Questo è particolarmente rilevante perché, a fronte dei dazi imposti da Trump, molte aziende italiane avevano già iniziato a cercare nuovi mercati e il Medio Oriente era diventata un’area di forte interesse commerciale” ha affermato Lafiosca.

Dal punto di vista assicurativo, già dall’inizio della guerra in Ucraina Howden sta gestendo questa fase critica facendo sempre più ricorso alla copertura Rischio Politico. “Se in passato in Italia era una clausola poco utilizzata – ha detto – oggi è opportuno affiancarla quasi sistematicamente al rischio commerciale nelle coperture del credito per le imprese, per tutti i Paesi considerati a rischio – inclusa la Turchia. Dove le compagnie ci supportano, la consigliamo sempre”.

Non solo: “Invitiamo le aziende – ha aggiunto – anche a valutare le coperture di rischio singolo e dunque la protezione della singola commessa. Una delle preoccupazioni degli imprenditori oggi riguarda la validità dei fidi già attivi in Paesi come Dubai ed Emirati Arabi, dove le coperture restano efficaci e da questo punto di vista ci deve essere rassicurazione”.

Le compagnie assicurative non hanno cancellato le linee, anche se è evidente che si trovano in una fase di attesa e valutazione. “È probabile  – ha concluso Lafiosca – che, almeno nel breve periodo, non vengano concesse nuove coperture, ma quelle esistenti restano valide. Occorre oltretutto ricordare che i Paesi interessati dal conflitto non hanno dichiarato lo stato di guerra, che può incidere sulle clausole assicurative, delimitando il perimetro di alcune garanzie”.

N.C.

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