Agganciato il relitto della gasiera Arctic Metagaz alla deriva in Mediterraneo (VIDEO)
Le autorità libiche hanno reso noto lo sviluppo delle operazioni di recupero della nave abbattuta dagli ucraini nel Mediterraneo

Il relitto della Arctic Metagaz, la gasiera russa colpita e distrutta da un attacco portato, presumibilmente, da interessi ucraini mentre viaggiava in acque internazionali fra Italia, Malta e Libia, è stato agganciato da un mezzo di soccorso dopo giorni alla deriva nel Mediterraneo.
Lo hanno affermato fonti ufficiali libiche, pubblicando alcune immagini di un cavo di rimorchio fissato alla nave gasiera anche se non è ancora chiaro quale sia il piano per la nave. La National Oil Company libica aveva annunciato domenica scorsa di aver ingaggiato esperti internazionali, in collaborazione con l’italiana Eni, per questa operazione di salvataggio di cui ancora non risultano informazioni ufficiali.
L’imbarcazione si trovava originariamente a circa 150 miglia a nord della costa libica, davanti alla città di Sirte, nella Libia centrale, quando l’attacco con un drone marino e il conseguente incendio si sono verificati il 3 marzo scorso. In diversi momenti ha deviato verso nord e ovest, avvicinandosi sia a Malta che a diverse isole minori italiane al largo della Sardegna, prima di essere riportata dalle correnti verso la costa libica alla fine della scorsa settimana.
Gli ultimi rapporti provenienti dalla sala di controllo in Libia, istituita per monitorare la situazione, collocavano lo scafo dell’Arctic Metagaz a una distanza compresa tra 44 e 65 chilometri (circa 28-40 miglia) dalla costa, vicino al comune di Zwara, a ovest di Tripoli. I rapporti indicavano che il rimorchiatore stava spostando la nave, probabilmente verso nord-ovest, per aumentare la distanza dalle piattaforme petrolifere e del gas offshore libiche. Correnti e venti stavano spingendo la nave verso sud-ovest.
Le immagini mostrano il rimorchiatore Assameeda, battente bandiera libica, sul luogo del relitto. Altre fonti riferiscono che la Marina e la Guardia Costiera hanno inviato delle imbarcazioni nella zona. La Compagnia Petrolifera Nazionale aveva fatto notare che si sarebbe trattato di un’operazione di rimorchio complessa a causa delle due grandi falle nello scafo e per l’inclinazione della nave. L’autorità della zona franca di Misurata ha dichiarato di aver inviato un rimorchiatore e degli esperti presso l’imbarcazione, garantendo che fornirà ulteriore competenza tecnica e capacità operativa a supporto delle operazioni.
Il problema principale rimane il fatto che la nave ha a bordo una quantità imprecisata di Gnl nelle cisterne. Si ritiene che due dei serbatoi siano sopravvissuti all’esplosione e all’incendio, ma con la nave ferma in acqua, le condizioni al loro interno non risultano mantenute in condizioni di sicurezza. Il timore è che potrebbe essersi accumulato del gas che potrebbe fuoriuscire o esplodere.
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2⃣
🚢#Assameeda 🇱🇾
Vs
🚢#ArcticMetagaz 🇷🇺
2026-03-24
Footage of the ‘Libyan MoD’ towing operation@RadioRadicale pic.twitter.com/Xt8ebbMk4F— Sergio Scandura (@scandura) March 25, 2026




