Arrivato e posato il 17° cassone della nuova diga di Genova
Avviata intanto la produzione dei massi guardiani. Il commissario chiama Vaccari come Rup anche di Fase B

Una nota di Pergenova Breakwater, il consorzio appaltatore della Fase A della nuova diga foranea del porto di Genova, ha reso noto il posizionamento del 17° cassone. L’operazione ha interessato uno dei manufatti più imponenti dell’intero progetto: con i suoi 33 metri di altezza e 67 di lunghezza, il blocco in calcestruzzo ha una massa paragonabile a quella di un palazzo di 11 piani.
“In parallelo – ha spiegato la nota – è stata avviata la produzione dei massi guardiani, blocchi prefabbricati in calcestruzzo armato progettati per proteggere la base della struttura. Questi elementi, che misurano ognuno 2,5 metri di larghezza per 5 metri di lunghezza, con altezza fino a 2,5 metri, avranno il compito di assorbire la pressione del moto ondoso, garantendo stabilità e resistenza alla diga contro le sollecitazioni marine”.
Pergenova Breakwater ha poi fatto sapere che “avanzano anche le attività propedeutiche alla realizzazione della sovrastruttura, la parte dell’opera che emergerà dalla superficie del mare andando a ridefinire il nuovo profilo dell’accesso al porto. Le celle lato mare e lato porto dei cassoni vengono infatti riempite con calcestruzzo gettato in opera, trasformando queste strutture cellulari da involucri cavi in una sequenza solida e continua, pensata per dissipare l’energia delle mareggiate. La costruzione di questa sezione avviene interamente in mare aperto, dove opera un complesso cantiere galleggiante composto da pontoni, betoniere, mezzi nautici e attrezzature di sollevamento che si muoveranno lungo il tracciato della futura diga come un’officina mobile. Una volta ultimata, la sovrastruttura diventerà un lungo camminamento continuo e regolare. Sotto la superficie dell’acqua, prosegue anche il lavoro di consolidamento del fondale, con oltre 4,5 milioni di tonnellate di ghiaia e tout-venant già posate. Questa fase di lavorazione impiega una flotta di circa 10 mezzi, con capacità variabili tra 500 e 38 mila tonnellate, che garantisce continuità alle operazioni”.
Inoltre “procedono le attività per la realizzazione della nuova condotta di presa di acqua marina destinata all’Acquario di Genova, di oltre 2 km di sviluppo totale, per cui è in corso la realizzazione del tratto interrato in corrispondenza del canale di ingresso a levante. Gli scavi vengono svolti in orario notturno, per non interferire con il traffico portuale, in coordinamento con Capitaneria di Porto, piloti, ormeggiatori e terminalisti portuali. Sempre al largo, la flotta impegnata nei dragaggi, che si compone di altri tre mezzi di navigazione specializzati, ha già rimosso quasi 160 mila metri cubi di sedimenti dai canali di accesso, operazione che garantirà profondità adeguate alle navi di nuova generazione e che viene eseguita mantenendo piena operatività del porto e completo rispetto dell’ecosistema marino”.
Intanto, quanto alla Fase B, a seguito della ‘anticipata esecuzione’ del contratto di Project management consulting, la Regione Liguria, stazione appaltante, ha proceduto alla riassegnazione degli incarichi di direttore lavori e coordinatore della sicurezza a due rappresentanti della cordata aggiudicataria guidata da Btp (Paolo Turbolente e Marco Pittori). Contestualmente Fabrizio Mansueto (direttore tecnico dell’Autorità di sistema portuale del Mar Ligure occidentale) è stato sostituito come Rup – Responsabile unico del progetto da Marco Vaccari (direttore opere speciali dell’Adsp e Rup anche della Fase A), sulla base di una nota del subcommissario all’opera (il decreto regionale non indica quale dei due) che sottolinea il “fine di un più efficace coordinamento dell’intero progetto e di tutti i soggetti in esso coinvolti”.
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