Colpita dall’Iran con un attacco di droni la nave Msc Ishyka “legata a Israele”
Annunciato l’avvio di un iter per imporre il pagamento per il transito dallo Stretto di Hormuz alle navi di Paesi non ostili

Il comando della Marina della Guardia Rivoluzionaria iraniana ha annunciato di aver colpito il Golfo Persico la nave portacontainer Msc Ishyka definendola “legata al regime sionista” e precisando che la stessa “ha preso fuoco”.
I Pasdaran iraniani hanno specificato di aver preso di mira una nave “legata a Israele” (presumibilmente per le origini della moglie di Gianluigi Aponte, patron di Msc) nello Stretto di Hormuz con un attacco di droni, provocando anche un incendio. La portacontainer in questione fino a poche ore fa risultava essere in banchina nel porto di Khalifa Bin Salman in Bahrein.
Intanto, secondo alcuni media locali, l’Iran avrebbe autorizzato il passaggio di navi che trasportano beni essenziali e forniture umanitarie verso i suoi porti proprio attraverso lo Stretto di Hormuz. Lo ha segnalato, in particolare, l’agenzia di stampa Tasnim, citando una lettera ufficiale nella quale si segnala che le navi dirette ai porti iraniani, comprese quelle attualmente nel Golfo di Oman, devono coordinarsi con le autorità e rispettare i protocolli stabiliti per transitare nell’area dello stretto.
Dopo una portacontainer della compagnia francese Cma Cgm, nelle ultime ore è emerso come una seconda nave turca abbia attraversato lo stesso stretto di Hormuz. Lo ha confermato il ministro dei Trasporti di Ankara, Abdulkadir Uraloglu, spiegando che al momento dello scoppio della guerra, il 28 febbraio scorso, c’erano 15 navi di proprietà turca nello stretto; due sono partite, quattro non hanno chiesto di partire, per cui ne restano ancora nove da far passare. Non è chiaro quando la seconda nave sia riuscita effettivamente ad attraversare Hormuz, anche considerando che gli iraniani continuano a sostenere sia chiuso sole per le imbarcazioni dei Paesi nemici. La prima era transitata il 13 marzo scorso.
“Lo stretto di Hormuz è diventato un vantaggio strategico per l’Iran nelle nuove condizioni di sicurezza e non tornerà mai allo status che aveva prima” dell’avvio di operazioni militari di Usa e Israele contro la Repubblica islamica. Lo ha detto Abbas Goudarzi, portavoce della presidenza del Parlamento iraniano che nei giorni scorsi ha annunciato l’avvio di un iter per imporre il pagamento per il transito dallo Stretto di Hormuz. In dichiarazioni riportate dall’agenzia iraniana Tasnim, Goudarzi conferma anche che “la gestione di questa rotta importante è in mano alle forze armate della Repubblica islamica dell’Iran” e che “nessun Paese avrà il diritto di transitarvi senza il permesso dell’Iran”, che “difenderà questa posizione strategica con tutto il suo potere militare”.
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