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Gariglio (Pd): “Segnalazione Antitrust su autoproduzione arrivata prima a SHIPPING ITALY che al Parlamento”

“L’Autorità Garante della Concorrenza e Mercato critica la recente disciplina delle attività di autoproduzione nei porti che sta assicurando la sicurezza dei lavoratori, la salvaguardia dei passeggeri e continuità produttiva e occupazionale delle imprese del settore. E lo fa con una segnalazione che recepisce le istanze delle associazioni degli armatori”: è quanto dichiara Davide Gariglio, […]

di Nicola Capuzzo
5 Novembre 2020
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Davide Gariglio (PD)

“L’Autorità Garante della Concorrenza e Mercato critica la recente disciplina delle attività di autoproduzione nei porti che sta assicurando la sicurezza dei lavoratori, la salvaguardia dei passeggeri e continuità produttiva e occupazionale delle imprese del settore. E lo fa con una segnalazione che recepisce le istanze delle associazioni degli armatori”: è quanto dichiara Davide Gariglio, capogruppo Pd in Commissione Trasporti della Camera, sul documento pubblicato oggi, giovedì 5 novembre, su SHIPPING ITALY.

“Si tratta di una presa di posizione pubblicata su siti stampa prima di essere trasmessa al Parlamento, primo destinatario di tali tipologie di documenti. Mi chiedo come sia stato possibile: se fosse, come qualcuno ipotizza, che le associazioni richiedenti il parere ne abbiano ricevuto copia prima delle istituzioni repubblicane, questo sarebbe un atto deprecabile” conclude Davide Gariglio.

Porti, sindacati: Sconcerto per decisione Antitrust su DL Rilancio. Ripensare ruolo Authority

Anche i sindacati dei lavoratori portuali sono intervenuti dicendo: “Apprendiamo con sconcerto il parere negativo e semplicistico espresso dall’Antitrust sull’art. 199 bis del DL Rilancio che perfeziona la norma già esistente sull’autoproduzione. A nostro giudizio questa norma introduce tutele per la sicurezza dei lavoratori marittimi e portuali precisando ulteriormente gli ambiti in cui tale pratica è ammissibile e le condizioni autorizzative per essere concessa dalle AdSP o dalle Autorità Marittime”.

Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti poi aggiungono: “Non è quindi vero, a nostro avviso, che si prefigurerebbero profili lesivi della libertà di concorrenza ma, al contrario, attraverso tale norma si è invece raggiunto un punto di equilibrio tra l’interesse pubblico e la tutela della libertà di concorrenza regolando meglio la competitività tra porti e definendo, finalmente, il perimetro e i termini, anche economici, per cui vengono rilasciate le autorizzazioni per autoprodurre le operazioni portuali da parte dell’armatore.
Occorre evidenziare come la Legge 84/94 e le successive modifiche e integrazioni abbiano consentito di regolamentare il mercato dei servizi e delle operazioni portuali proprio al fine di garantire un regime di sana competitività garantendo la sicurezza nei porti, ambito dove il rischio dovuto alle interferenze tra più operatori è ancora oggi causa di numerosi infortuni molti dei quali purtroppo anche mortali”.

I sindacati confederali proseguono evidenziando come non sia la prima volta che un’authority si sostituisce a Parlamento e Governo e non è la prima volta che un’authority, “in nome della concorrenza, determina effetti negativi per il mondo del lavoro. In passato simili decisioni che hanno determinato nocumento per le lavoratrici e lavoratori dei trasporti sono state adottate anche dall’Authority dei Trasporti”.

“Forse – aggiungono –  è arrivato il momento di aprire un dibattito pubblico sul ruolo e i risultati delle azioni delle Authority per verificare se sono coerenti con le finalità per le quali, a suo tempo, il legislatore le ha istituite”.

Infine i rappresentanti dei lavoratori ricordano la necessità di rinnovare il contratto collettivo nazionale. “Ci preme inoltre ribadire – si legge nella nota – il ruolo centrale della contrattazione dei lavoratori dei settori, quali la portualità, il marittimo e la logistica, che proprio durante la pandemia hanno garantito l’approvvigionamento delle merci al Paese configurandosi come servizi di interesse generale. È, quindi, improcrastinabile rinnovare i suddetti contratti collettivi di lavoro proprio per riaffermare e rivedere le regole e le tutele in essi contenuti per rispondere meglio alle esigenze del Paese durante la permanenza dell’emergenza sanitaria”.

Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti concludono: “È, infine, urgente ridare potere d’acquisto ai lavoratori di questi comparti che ricordiamo hanno consentito alle aziende una buona redditività anche durante questa emergenza pandemica. Abbiamo, quindi, la necessità di procedere ad un celere rinnovo del contratto dei porti e dei marittimi per mantenere il perimetro di regole chiare definite dall’art. 199 bis del DL Rilancio, frutto di anni di rivendicazioni e mobilitazioni sindacali”.

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