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Assiterminal: resa dei conti e scissione sempre più vicine

In casa Assiterminal, l’associazione confindustriale dei terminal portuali italiani, secondo quanto risulta a SHIPPING ITALY sarebbero maturi i tempi di una resa dei conti che probabilmente porterà all’uscita di quella porzione di associati in aperto dissenso con la gestione dell’attuale presidente Luca Becce (espressione di Gruppo Investimenti Portuali e dei terminalisti indipendenti). Ufficialmente le bocche […]

di Nicola Capuzzo
18 Febbraio 2020
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In casa Assiterminal, l’associazione confindustriale dei terminal portuali italiani, secondo quanto risulta a SHIPPING ITALY sarebbero maturi i tempi di una resa dei conti che probabilmente porterà all’uscita di quella porzione di associati in aperto dissenso con la gestione dell’attuale presidente Luca Becce (espressione di Gruppo Investimenti Portuali e dei terminalisti indipendenti). Ufficialmente le bocche dei protagonisti sono tutte cucite ma diversi segnali e implicite ammissioni confermano in qualche maniera che la quiete palesata dopo l’ultimo consiglio direttivo di fine gennaio, giunto a seguito della tempesta scoppiata fra lo stesso Becce e il vicepresidente Pasquale Legora de Feo, è in realtà solo una tregua temporanea. La vita da separati in casa delle due fazioni fra loro contrapposte, da un lato i terminal controllati, partecipati o comunque filo-Msc e dall’altra i terminalisti indipendenti, non può evidentemente proseguire come dimostrano le frequenti tensioni emerse nel corso degli ultimi due anni. Anche lo stesso Becce recentemente era stato esplicito nel dire: “Credo che per stare dentro l’associazione in questo modo è bene che si trovino un’altra casa, però io non li invito a farlo”.

L’ultimo dissenso scoppiato nelle scorse settimane ha riguardato il sostegno o il contrasto (dipende da quale fazione lo si vede) alla fusione fra i terminal portuali Psa Genova Prà e Sech. Punta dell’iceberg di due opposte visioni del terminalismo portuale che, per Msc e compagni, è inteso come centro di costo e anello di una catena più ampia controllata dai grandi global carrier, mentre per gli altri si tratta di un’attività industriale al servizio dell’industria e dei consumatori finali. Altro terreno di scontro, poi, è stato quello del Consortia Block Exemption Regulations contro il quale si è schierato Becce e la Confederazione generale italiana dei trasporti e della logistica (Confetra) mentre diametralmente opposta è la posizione di Msc che infatti avrebbe da tempo voluto (ma finora non c’è mai riuscita) avvicinare Assiterminal alla famiglia di Confcommercio e Conftrasporto dove già ci sono (fra gli altri) Federagenti, Assarmatori e Federlogistica.

All’ultima assemblea di Assiterminal, a giugno dello scorso anno, il programma presentato da Luca Becce gli era valso la riconferma da presidente (fra gli sfidanti c’era Pasquale Legora de Feo) e alla conta dei voti i terminal fedeli a Msc avevano dovuto soccombere. Ora però quest’ultimi pare non siano più disposti né interessati a recitare il ruolo di comparse per cui risulterebbe sempre più realistico il progetto di un’ampia scissione con conseguente trasferimento in massa in Conftrasporto – Confcommercio. Qualcosa di molto simile a quanto già avvenuto sul fronte armatoriale con la nascita di Assarmatori su impulso sempre di Msc (Grandi Navi Veloci) insieme a Gruppo Messina, Moby e Italia Marittima.

Nicola Capuzzo 

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