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Porti italiani aperti ma per le navi e gli equipaggi non mancano le criticità

Tutti gli scali marittimi d’Italia sono aperti e lavorano regolarmente ma a bordo delle navi le criticità non mancano a causa dell’emergenza Coronavirus. “I porti italiani sono pienamente operativi garantendo la sicurezza delle persone e delle merci” ha scritto in una nota Assoporti, sottolineando che “nel pieno rispetto dei provvedimenti adottati dal Governo con l’obiettivo […]

di Nicola Capuzzo
11 Marzo 2020
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Tutti gli scali marittimi d’Italia sono aperti e lavorano regolarmente ma a bordo delle navi le criticità non mancano a causa dell’emergenza Coronavirus.

“I porti italiani sono pienamente operativi garantendo la sicurezza delle persone e delle merci” ha scritto in una nota Assoporti, sottolineando che “nel pieno rispetto dei provvedimenti adottati dal Governo con l’obiettivo primario di tutelare la salute pubblica a seguito dell’emergenza sanitaria, nei porti italiani sono in essere tutte le misure idonee a garantire la massima sicurezza delle operazioni portuali e del traffico merci. I porti italiani sono pienamente operativi a servizio della collettività, e tutti gli uffici, compresi quelli di controllo, garantiscono lo svolgimento regolare delle attività. I provvedimenti adottati dal Governo non limitano in alcun modo la circolazione delle merci nel nostro Paese”.

L’associazione delle Autorità di sistema portuale italiane conclude dicendo: “Fermo restando che resta l’obbligo preventivo di ‘libera pratica sanitaria’ da parte dell’Ufficio Territoriale di Sanità Marittima che autorizza l’approdo delle navi in ingresso al porto, i porti italiani sono pronti a adottare eventuali nuove misure che dovessero essere emanate dalla Protezione Civile”.

Più complicata appare invece la situazione a bordo delle navi secondo quanto si apprende dal verbale dell’ultima riunione tenutasi fra sindacati dei lavoratori (Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti) e le associazioni datoriali (Confitarma, Assarmatori, Assorimorchiatori e Federimorchiatori). Proprio quest’ultime hanno rappresentato “le notevoli difficoltà operative derivanti dalla pluralità di soggetti che stanno intervenendo nella gestione dell’emergenza e da regolamentazioni talvolta in contrasto tra loro, nonché dall’utilizzo improprio di alcuni strumenti, quali le visite periodiche ex d.lgs. 271/99, al fine di imporre prescrizioni per far fronte all’emergenza sanitaria”.

Le stesse associazioni datoriali hanno inoltre segnalato “difficoltà operative legate alle restrizioni imposte da molti Paesi terzi alle navi che hanno scalato porti italiani, al personale navigante e tecnico italiano che deve imbarcare nei porti dei suddetti Paesi nonché agli ispettori delle Autorità ai fini dello svolgimento delle visite a bordo delle navi per il rilascio delle certificazioni obbligatorie. In particolare sono state rilevate serie difficoltà agli avvicendamenti degli equipaggi e per l’esecuzione delle visite obbligatorie.

Al fine di risolvere queste problematiche sindacati dei lavoratori e associazioni di categoria hanno chiesto “una cabina di regia nazionale  nella quale monitorare e definire azioni opportune alla prevenzione ivi compreso il tema riguardante le suddette restrizioni imposte dai Paesi terzi e risolvere le difficoltà rilevate nell’accettazione e avvicendamento degli equipaggi.

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