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Nicola Capuzzo - Direttore Responsabile

Saipem inizia l’anno con una svalutazione dei mezzi offshore da 257 milioni

Il Consiglio di Amministrazione di Saipem ha approvato ieri la prima trimestrale del 2020 per i primi mesi dell’anno fino al 31 marzo e quello che spicca è, oltre a un risultato netto negativo, l’impairment e svalutazioni di asset della divisione Drilling Offshore per 257 milioni di euro. È un segnale ulteriore e chiaro di quelle che sono le prospettive del mercato per i prossimi anni già preannunciate dalla società guidata da Stefano Cao nei giorni scorsi.

In termini di risultato il trimestre si è chiuso con ricavi sostanzialmente stabili a 2,11 miliardi di euro (2,15 nel primo trimestre del 2019), Ebitda pari a 240 milioni di euro (da 266 milioni),  Ebit in rosso di 177 milioni di euro (un anno prima era positivo per 118 milioni) e risultato netto in perdita di 269 milioni mentre nella prima parte del 2019 era stato positivo per 21 milioni.

Nella trimestrale, come detto, ci sono anche svalutazioni di asset per 260 milioni di euro (erano 8 milioni di euro nel primo trimestre del 2019 per oneri da riorganizzazione) mentre i nuovi ordini acquisiti sono stati pari a 917 milioni di euro (2,5 miliardi nel primo trimestre del 2019). Il portafoglio ordini residuo ammonta ora a 19,9 miliardi, in calo rispetto ai 21,1 miliardi di fine 2019, ma sale a 23,39 miliardi includendo il portafoglio ordini delle società non consolidate (24,77 miliardi al 31 dicembre scorso).

L’amministratore delegato Stefano Cao ha così commentato i risultati della trimestrale: “La strategia di radicale trasformazione aziendale attuata con successo negli scorsi anni ha consentito a Saipem di raggiungere una struttura economico-finanziaria forte, asset solidi e nessuna significativa esposizione debitoria in scadenza nel breve termine. Abbiamo raggiunto una posizione privilegiata in termini competitivi avendo deciso, da tempo, di accompagnare la transizione energetica con competenze e dotazioni tecnologiche innovative. La resilienza, la flessibilità e adattabilità dimostrate nel tempo permettono la gestione dell’operatività dei nostri cantieri e dei nostri mezzi nel massimo rispetto della salute e della sicurezza delle persone e consentono di affrontare con determinazione il deteriorato contesto economico generale, che ha motivato il ritiro della guidance per il 2020”.

Saiepm in una nota spiega che “il test di impairment ha riguardato le 16 Cash Generating Unit rappresentate da: una unità di floating production (leased FPSO Cidade de Vitoria), dalla divisione Engineering & Construction Offshore, dalla divisione Engineering & Construction Onshore depurata della leased Fpso, dalla divisione XSIGHT, dalla divisione Drilling Onshore e dai singoli mezzi del drilling Offshore (11 distinti offshore mezzi, 1 in meno rispetto al 31 dicembre 2019, in seguito allo scrap di un rig)”. La svalutazione (impairment loss) di 257 milioni di euro è stata registrata su alcune Cash Generating Unit della divisione Drilling Offshore, vale a dire le piattaforme estrattive.

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