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Spediporto vuole una ‘great logistic area’ fra Genova, Milano e Torino

Spediporto, l’associazione genovese degli spedizionieri, da settimane sta progressivamete alzando i toni per protestare e criticare la lentezza della macchina pubblica incapace a dare risposte concrete alle aziende del comparto sempre più alle prese con problemi di liquidità. Lo fa, soprattutto tramite il direttore generale Giampaolo Botta ma anche per voce del presidente Alessandro Pitto, […]

di Nicola Capuzzo
2 Maggio 2020
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Alessandro Pitto e Giampaolo Botta (Spediporto)

Spediporto, l’associazione genovese degli spedizionieri, da settimane sta progressivamete alzando i toni per protestare e criticare la lentezza della macchina pubblica incapace a dare risposte concrete alle aziende del comparto sempre più alle prese con problemi di liquidità. Lo fa, soprattutto tramite il direttore generale Giampaolo Botta ma anche per voce del presidente Alessandro Pitto, talvolta lanciando anche nuove proposte.

La piazza dove Spediporto aizza la folla di spedizionieri è soprattutto Facebook ed è da lì che Botta ha appena lanciato l’idea di un triangolo logistico fra Liguria, Piemonte e Lombardia che possa beneficiare di semplificazioni e agevolazioni speciale. “Oggi più che mai c’è bisogno di poche idee ma chiare e di tanta azione” ha scritto il direttore generale dell’associazione. “Si parla di semestre bianco per l’Italia con l’intento di abbattere la burocrazia e lanciare modelli amministrativi innovativi. Lanciamo l’idea di una great logistic area tra Milano Genova e Torino. Un progetto assegnato a un commissario straordinario per la logistica”.

Qualche riga sopra, nel suo post principale Botta aveva scritto: “In un momento dove la lucidità di chi governa e amministra dovrebbe illuminare il percorso di decine di migliaia di aziende, allo stremo delle forze, e di decine di migliaia di lavoratori che temono per il loro futuro, solo nuvole che oscurano il percorso e tanta confusione. Liquidità, solo sulla carta: chi ha provato a chiedere un finanziamento? Settimane per una istruttoria. Burocrazia alle stelle. Ammortizzatori sociali al palo. Alla fine, come sempre, sarà l’inventiva degli italiani, imprese, artigiani, commercianti a salvare l’Italia”.

Poi il vertice di Spediporto solleva anche un tema potenzialmente esplosivo che riguarda i Dpi: “In tutto questo – scrive – a breve esploderà il caso mascherine, non intendo quello dei costo calmierato a 0,50 cent/euro, ma il caos sulla loro importazione. Nessuno parla del fatto che le mascherine sono ora considerate non più dei Dpi (Dispositivi di Protezione Inidividuale) ma dei Dm (Dispositivi Medici), con caratteristiche di produzione e certificazione ben diverse. Così, di fatto, non si troverà più nessuno in grado di produrle all’estero almeno nei quantitativi che servono, probabile dunque che non se ne importeranno più come Dm ed in distribuzione non se ne troveranno perché non conviene a chi le produce, perché impossibili da importate (rischio sequestro). Alla fine si venderanno, senza limiti di prezzo, solo le FFP2 che arriveranno a costare 10 euro l’una. Ora mi chiedo, quando tutte le attività produttive riapriranno dove troveremo mascherine e altri Dpi? E a che costo? […] Forse chiederemo un finanziamento per comprare DPI, forse in questo caso le procedure saranno semplificate”.

Le parole di Botta ricevono molti ‘like’ importanti (imprenditori e rappresentanti delle associazioni di categoria) e fra questi apprezzamenti emerge ad esempio il commento di Riccardo Fuochi, vertice di Logwin e presidente del Propeller Club di Milano, che dice: “Giampaolo la vostra posizione è sempre molto chiara e decisa. Purtroppo non vedo altrettanta determinazione da parte delle altre associazioni. E’ una constatazione da semplice associato, che desidera vedere tutelati gli interessi della nostra categoria. E vista la sordità di chi dovrebbe sentire le nostre richieste, non si può più sussurrare, consigliare, chiedere sommessamente. Basta! Dobbiamo far sentire la nostra voce in modo deciso, forte, compatto e autorevole. Così come state facendo voi dopo aver dato un grande esempio di un sistema funzionante e efficiente”.

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