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Dallo Stato 1,2 milioni per noleggiare il Moby Zaza: nessuna irregolarità

A qualcuno potrà sembrare paradossale ma Moby, la cui controllata Compagnia Italiana di Navigazione attualmente è insolvente con lo Stato italiano per i 115 milioni di euro dovuti e ancora non versati per l’acquisto di Tirrenia avvenuto nel 2012 (la famose due rate differite e non saldate nel 2016 e nel 2019), riceverà dalle casse pubbliche oltre un milione di euro per il noleggio del traghetto Moby Zaza.

La nave è attesa nella tarda serata di oggi, sabato 9 maggio, a Porto Empedocle, dove da lunedì entrerà in servizio sostando in rada per accogliere come nave-hotel i migranti in quarantena giunti dal Nord Africa. A rivelarlo è stato il sindaco di Porto Empedocle, Ida Carmina, e la nave effettivamente è attualmente in navigazione verso la Sicilia meridionale.

La scelta di impiegare il traghetto Moby Zaza è stata presa dalla struttura commissariale che gestisce l’emergenza migranti insieme al Ministero dei trasporti che lo scorso 19 aprile aveva pubblicato un avviso invitando le compagnie di navigazione a manifestare il proprio interesse per la fornitura di traghetti da utilizzare a questo scopo. Di questi tempi per l’armatore, in questo caso Moby, si tratta di un ottimo affare perché la procedura negoziata (essendo una situazione di emergenza non è prevista una vera e propria gara pubblica) riguarda un appalto “di 30 giorni dalla data di avvio della esecuzione del contratto, salvo eventuali proroghe contrattuali” e il “Costo per lo svolgimento del servizio è costituito da un corrispettivo a corpo e uno a misura”. Il corrispettivo complessivo stimato dal bando è pari a € 1.199.250,00, oltre IVA, per i 30 giorni di esecuzione dell’appalto. Se l’impiego dovesse essere prolungato il ricavo aumenterebbe proporzionalmente.

Più d’uno si è però domandato se Moby, vista la situazione in cui versa dal punto di vista finanziario, avesse le carte in regola per potersi aggiudicare un appalto di questo tipo. Un passaggio del bando dice infatti che gli operatori economici eventualmente interessati devono rispettare, oltre ai requisiti di cui all’Allegato tecnico, anche altre condizioni, fra cui questa: “Non devono trovarsi in alcuna delle condizioni di esclusione previste dal d.lgs. n. 50/2016, articolo 80 (motivi di esclusione) e s.m.i.”. Questo articolo 80 escluderebbe ogni operatore economico che “sia stato sottoposto a fallimento o si trovi in stato di liquidazione coatta o di concordato preventivo o sia in corso nei suoi confronti un procedimento per la dichiarazione di una di tali situazioni, fermo restando quanto previsto dall’articolo 110 del presente codice e dall’articolo 186-bis del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267)”.

Alcune fonti legale interpellate sulla materia da SHIPPING ITALY spiegano che ad oggi Moby, sebbene sia in una situazione di chiara difficoltà finanziaria, non ha ancora avviato alcuna procedura concorsuale né sono pendenti istanze in proposito. L’anno scorso un’istanza di fallimento era stata promossa da un gruppo di obbligazionisti ma non venne accolta dal Tribunale fallimentare di Milano. I recenti procedimenti di sequestro da parte dei Commissari di Tirrenia in Amministrazione Straordinaria, poi, sono azioni individuali e dunque nulla hanno a che fare con una delle procedure concorsuali previste dalla legge fallimentare.

In conclusione pare sia tutto regolare da un punto di vista procedurale e formale, dunque Moby, nonostante la sua controllata CIN sia debitrice verso lo Stato di 115 milioni di euro a cui se ne aggiungeranno la prossima primavera ulteriori 65 milioni, incasserà regolarmente da Roma almeno 1,2 milioni di euro per un mese di noleggio del traghetto Moby Zaza.

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