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Non solo China Merchants: Parisi in trattativa con altri soggetti per la Piattaforma Logistica di Trieste

La nuova Piattaforma Logistica di Trieste a breve sarà completata, dopo l’estate entrerà in servizio e per questo a brevissimo saranno avviati nuovi investimenti in gru. In corso ci sono trattative con diversi soggetti (non solo cinesi) potenzialmente interessati a investire in una nuova infrastruttura posizionata in Alto Adriatico.

Lo rivela a SHIPPING ITALY Francesco Parisi, numero uno della Francesco Parisi Casa di Spedizioni nonché azionista di controllo della nuova infrastruttura per cui dalla Regione Friuli Venezia Giulia è appena arrivato l’ok all’adeguamento tecnico funzionale chiesto l’anno scorso e finalizzato a consentire l’avanzamento di 35 metri verso il mare del fronte di accosto della banchina. “A luglio prossimo è fissato il termine delle opere civili mentre per settembre è previsto l’avvio operativo dell’attività” dichiara Parisi, specificando che “il fondale attuale è di 14 metri e il piano industriale prevede integrazione con Gct e attività nel settore merci convenzionali in colli, ro-ro e full container (multi-purpose). La banchina Gct avrà lunghezza pari a 356 metri al netto del dente mentre l’altra sarà lunga 413 metri sempre al netto del dente che a sua volta potrà appunto consentire l’appoggio di un portellone poppiero da 35 metri”.

L’esperto imprenditore triestino spiega più nel dettaglio che l’adeguamento tecnico-funzionale richiesto per la Piattaforma Logistica di Trieste rispondeva a due necessità: “La prima era quella di allargare il dente ro-ro della banchina al fine di poter accogliere la nuova generazione di navi ro-ro ‘Jumbo’. La seconda era quella di raggiungere una maggiore profondità di fondale: da 14 a 15/16 metri. Ma non solo: l’avanzamento verso il mare di 35 metri del fronte di accosto della banchina è necessario anche per prevedere in futuro di installare gru ship to shore su una banchina con capacità sufficiente a reggerne il peso”.

In pratica questo aggiornamento al Piano regolatore portuale consentirà al terminal in una prima fase di creare anche un ormeggio per le grandi navi ro-ro di ultima generazione (tramite la realizzazione di un dente appunto), ma aprirebbe in un secondo tempo alla possibilità di spostare tutta la linea d’accosto di 35 metri verso il mare arrivando a fondali più profondi e ottenendo l’opzione di installare gru di banchina per navi portacontainer. A seconda di quali clienti o nuovi azionisti sarà in grado di attrarre l’infrastruttura, la sua futura conformazione potrà variare di conseguenza. Alla domanda se le trattative con China Merchants siano ancora in piedi, Parisi risponde così: “Sono sempre in piedi trattative con soggetti internazionali interessati a una ulteriore espansione della infrastruttura”. Alcune fonti suggeriscono a SHIPPING ITALY che questo nuovo terminal potrebbe attirare l’interesse di gruppi come Contship Italia, Maersk e Cosco che da anni non fanno mistero di voler sbarcare nei porti del Nord Adriatico.

Nella prima fase la Piattaforma Logistica di Trieste opererà con una gru mobile che verrà ordinata nei prossimi giorni: “Siamo in procinto di firmare il contratto per l’acquisto di una prima gru gommata per un investimento di circa 6 milioni di euro. Il programma inizialmente è quello di lavorare con due gru mobili in combinazione con Gct e in previsione ci sarà anche l’acquisto di trattori portuali non appena il terminal accoglierà anche traffici ro-ro”. A questo proposito Parisi preferisce rimanere abbottonato nelle dichiarazioni limitandosi a dire che “finora abbiamo ricevuto manifestazioni d’interesse da tre operatori ro-ro”. Volendo ipotizzare qualche compagnia di navigazione si potrebbe pensare in primis a Grimaldi, le cui navi car carrier scalano il vicino porto di Monfalcone ma che a Trieste non ha ancora una linea regolare di autostrade del mare.

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