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Laghezza: “Enel operatore logistico e terminalista? No grazie”

L’annuncio da parte di Enel di voler trasformare le aree dismesse delle sue centrali elettriche nei porti in depositi doganali, e la successiva spiegazione sulle sue ambizioni a diventare a tutti gli effetti un operatore logistico, stanno innescando le prime reazioni pubbliche. Il fronte più caldo si registra a la Spezia, una delle due città, l’altra è Livorno, da cui il progetto dovrebbe iniziare a prendere forma già nel 2021.

Alessandro Laghezza, vertice dell’omonimo gruppo logistico nonché presidente di Confetra Liguria, è venuto allo scoperto sul tema dicendo: “Se il disegno di Enel fosse quello di rendere libere delle aree da destinare a uso logistico, previa intesa col Comune, se ne potrebbe discutere. Se invece l’intenzione è fare l’operatore logistico ed entrare nel settore, diventando di fatto un nostro competitor, al di fuori della sua mission, è un’opzione che considero non corretta”.

Laghezza va oltre, aggiungendo: “Sarebbe un’entrata a gamba tesa in un settore d’attività che francamente vedo poco coerente con la vocazione del gruppo, oltretutto dalla spiccata connotazione pubblica. Da quello che Enel ha scritto sembra che voglia fare il terminalista e la cosa francamente mi sembra fuori dalla sua mission”.

La conclusione dell’imprenditore spezzino poi è questa: “Un fatto è certo: quelle aree (della centrale Enel di Spezia, ndr) sono oltremodo interessanti in funzione dello sviluppo dell’industria, della nautica o altri settori compatibili. Si tratta di spazi strategici e la città dovrebbe poter disporne attraverso le opportune scelte di pianificazione”.