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Colombo (Filt-Cgil): “Il regolamento sull’autoproduzione è pronto; gli armatori se ne facciano una ragione”

“Venerdì avremo un incontro per esaminare la bozza di provvedimento sull’autoproduzione. Gli armatori ormai spero se ne facciano una ragione e non vogliano presentare ricorsi”. Con queste parole pronunciate durante la sessione pomeridiana della tavola rotonda organizzata per celebrare i 40 anni della Filt-Cgil, il segretario nazionale Natale Colombo ha rivelato che il testo del decreto attuativo relativo alla modifica normativa prevista dal Decreto Rilancio per le operazioni di rizzaggio e derizzaggio a bordo delle navi in banchina è ormai pronto. Al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti che l’ha scritto non rimane altro che presentarlo alle parti sociali interessate.

Si tratta di un provvedimento fortemente voluto proprio dai sindacati dei lavoratori e da Ancip (l’associazione nazionale delle imprese portuali) mentre contro la limitazione al diritto di autoproduzione si sono schierati Assarmatori, Confitarma e Federagenti che ancora poche settimane fa avevano preannunciato l’intenzione di impugnare quella norma in ogni sede possibile. Appena pochi giorni fa si è espresso a favore della norma anche il presidente di Assoporti, Daniele Rossi.

In estrema sintesi un apposito articolo del Decreto Rilancio impone alle compagnie di navigazione l’utilizzo della manodopera portuale laddove sia disponibile e addestrata, lasciando la possibilità di effettuare le operazioni di rizzaggio e derizzaggio dei carchi (in particolare rotabili) in quegli scali dove non è disponibile una compagnia dei lavoratori portuali.

Nella sessione pomeridiana della tavola rotonda organizzata da Filt Cgil e dedicata ai porti sono intervenuti fra gli altri Daniele Rossi (presidente di Assoporti), Mauro Vianello (presidente Angaf), Roberto Rubboli (direttore Ancip), Luca Becce (presidente Assiterminal), Andrea Gentile (presidente Assologistica) e Mario Sommariva (segretario generale dell’AdSP Mar Adriatico Orientale). Fra gli spunti più interessanti emersi c’è stata la difesa della natura pubblica delle port authority, la distanza ancora ampia fra rappresentanti dei lavoratori e delle associazioni di categoria sul rinnovo del Ccnl porti, diverse le critiche alla riforma portuale del 2016 e la necessità quasi condivisa da tutti di un intervento legislativo per mettere ordine sulla materia delle concessioni portuali.

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