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Nicola Capuzzo - Direttore Responsabile

In picchiata anche i bond di Naviera Armas: i fondi Apollo e Hps iniettano liquidità

Naviera Armas, il gruppo armatoriale canarino che controlla anche la compagnia di navigazione Trasmediterranea, ha ricevuto ossigeno finanziario dai fondi d’investimento Apollo e Hps per mettere una pezza al difficile momento che sta vivendo. Difficoltà che, così come nel caso di Moby, erano per la verità già iniziate prima dello scoppio della pandemia.

Secondo quanto riportano fonti di stampa spagnola, i due fondi di private equity avrebbero appena iniettato in Naviera Armas circa 75 milioni di dollari, probabilmente sottoforma di prestito convertibile in azioni, a un tasso d’interesse superiore al 5%. Un’iniezione che giunge a pochi mesi di distanza da altri 50 milioni che alcune banche spagnole avevano messo a disposizione durante il lockdown sfruttando uno scudo pubblico molto simile al meccanismo del Decreto Liquidità varato anche in Italia.

Ai più attenti osservatori di mercato non sarà sfuggito che il recente subnoleggio delle due navi ro-pax Forza e Tenacia da Trasmediterranea a Grandi Navi Veloci è avvenuto a valori inferiori rispetto a quanto la compagnia paga (e dovrà pagare almeno per un altro anno) a Grimaldi Holding, società proprietaria delle due unità. Naviera Armas è stata in qualche modo costretta ad alleggerire i costi seppure quel noleggio comporti una perdita giornaliera di alcune migliaia di euro.

Oltre alla pandemia di Covid-19, a pesare sui conti del gruppo spagnolo controllato dalla famiglia Armas Fernández c’è anche, ma non solo, l’acquisizione per oltre 260 milioni di euro del 92,7% di Trasmediterránea avvenuta pochi anni fa. Un’operazione che a distanza di qualche anno si è rivelata forse un passo più lungo della gamba e che potrebbe portare nel prossimo futuro alla cessione di alcuni pezzi pregiati della flotta se non proprio della compagnia di navigazione attiva prevalentemente fra penisola iberica, isole Baleari e Nord Africa (Naviera Armas è maggiormente attiva invece sui collegamenti marittimi con le isole Canarie).

Alcuni anni fa il Gruppo Grimaldi di Napoli aveva pubblicamente ammesso di guardare con interesse alla privatizzazione di Trasmediterranea, prima che alla fine passasse nelle mani della connazionale Naviera Armas. Chissà che questo interesse nel prossimo futuro non possa tornare d’attualità, così come un pensiero a quelle navi e a quelle rotte potrebbe farlo anche l’altro grande player di mercato, vale a dire Balearia, che però incontrerebbe probabilmente qualche ostacolo da parte dell’Antitrust vista la sua quota di mercato già significativa sulle linee fra Spagna e Baleari.

In futuro le occasioni per fare acquisizioni nel mercato dei traghetti non mancheranno insomma, anche se va detto che tutti i vettori (compresi i più grandi e robusti come Grimaldi Group) sono alle prese con l’emergenza Covid che mette a dura prova l’operatività e i conti.

Naviera Armas ha un debito di circa 600 milioni di euro, sui quali paga interessi compresi tra il 4% e il 6,5%. Ha un bond da 300 milioni emesso nel 2017, con scadenza nel 2024 e che oggi vale poco più del 40% del prezzo di emissione, e un altro da 282 milioni emesso nel 2016 e con scadenza 2023 quota attualmente al 47% del suo valore originale.

Sempre secondo quanto riportano fonti di stampa spagnola, nel 2017 Naviera Armas aveva chiuso con un utile di 4 milioni, dopo sei anni consecutivi di perdite, ma nel 2018 il risultato netto era tornato negativo per 5,6 milioni euro.

Lo scorso maggio l’azienda ha dovuto ridurre il capitale sociale (le perdite avevano infatti ridotto il patrimonio netto al di sotto dei due terzi del capitale) ed era stato proposto un aumento di capitale ma la situazione nel frattempo continua a peggiorare. Da mesi la compagnia brucia cassa e la liquidità continua a ridursi.

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