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Signorini annuncia nuovi accordi fra portuali e terminalisti in porto a Genova

Genova – Come intende agire l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale per placare le tensioni crescenti fra portuali e armatori dopo i casi di autoproduzione segnalati a bordo di due traghetti di Grandi Navi Veloci e su una nave multipurpose al Genoa Metal Terminal pochi giorni dopo? A questa domanda il presidente della […]

di REDAZIONE SHIPPING ITALY
19 Ottobre 2020
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Navi Grimaldi al Terminal San Giorgio NC

Genova – Come intende agire l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale per placare le tensioni crescenti fra portuali e armatori dopo i casi di autoproduzione segnalati a bordo di due traghetti di Grandi Navi Veloci e su una nave multipurpose al Genoa Metal Terminal pochi giorni dopo?

A questa domanda il presidente della port authority, Paolo Emilio Signorini, risponde specificando che da parte del suo ente nessuna autorizzazione particolare e specifica era stata rilasciata e che in ogni caso sarà il decreto attuativo dell’art.199-bis del decreto Rilancio a chiarire definitivamente tempi e modio per l’applicazione della nuova norma.

Al contempo però, a margine del convegno di Sipotra dedicato al rapporto annuale sulle concessioni portuali, Signorini annuncia a SHIPPING ITALY che “fra due imprese portuali, nello specifico Grandi Navi Veloci e Terminal San Giorgio, e la Culmv sono stati appena sottoscritti nuovi accordi commerciali la cui tariffa è per la prima volta legata anche alla produttività, alle chiamate previste, al numero di risorse necessarie per svolgere quel lavoro” e a dei calcoli che consentono di arrivare a quella che il presidente definisce “una tariffa di equilibrio”. Un prezzo in grado, insieme ad altre particolari condizioni, di mantenere la Compagnia unica dei camalli genovesi in equilibrio finanziario. Cosa che, invece, anche quest’anno non avviene perché, anche a causa dell’emergenza Covid, il bilancio 2020 dei portuali genovesi è previsto chiudere in rosso per la perdita di circa 50mila giornate di lavoro rispetto all’esercizio precedente. Nel 2018 la perdita d’esercizio della Culmv era stata di oltre 4 milioni di euro (parzialmente ‘ripianati’ con 1,7 milioni versati dai terminalisti e 2 milioni da parte dell’AdSP), e nel 2019, anno record per il numero di chiamate dei portuali (oltre 230mila), l’esercizio si è chiuso nuovamente in profondo rosso (800mila euro sono i soldi che i terminalisti saranno chiamati nuovamente a versare, ai quali andrà aggiunto il supporto pubblico da parte della port authority).

Signorini ha spiegato che “l’accordo già a buon punto con Gnv e Terminal San Giorgio” dovrà essere poi trovato “anche con tutti gli altri terminal del porto”; un processo che lo stesso presidente prevede possa completarsi “entro l’inizio di novembre”. Questa nuova formula di accordi, insieme a termini previsti sui tempi di pagamento delle fatture da parte dei terminalisti, l’applicazione di precise misure per l’efficientamento della Compagnia Unica e altre misure, dovrebbe portare i conti dei camalli genovesi in equilibrio senza la necessità ogni anno di dover ricorrere al conguaglio da parte dei terminalisti per permettere alla Culmv di non fallire.

Sul tema degli accordi appena sottoscritti Grandi Navi Veloci si limita a far sapere a SHIPPING ITALY che “nel finalizzare l’accordo con CULMV si é voluto ricercare un punto di incontro per rendere sostenibile la collaborazione nel tempo”. Parole che suonano come un’apertura a una collaborazione di lungo periodo, ovviamente a determinate condizioni, soprattutto economiche e di produttività. Terminal San Giorgio conferma anch’esso l’accordo recentemente stipulato con i portuali, precisando che “avrebbe dovuto essere già adottato ma finora così non è stato da parte della Culmv”. L’amministratore delegato Maurizio Anselmo precisa poi che “la sottoscrizione di un accordo, seppur vincolante e parametrato ad alcune condizioni specifiche, non è di per sé sufficiente a ottenere efficienza gestionale”. Tradotto: i portuali devono anche adoperarsi per rivedere la loro organizzazione del lavoro se vogliono essere più efficienti.

Fonti vicine alla Culmv fanno sapere che gli accordi commerciali appena sottoscritti con Gnv e Terminal San Giorgio rientrano in un più ampio ragionamento del quale fa parte anche l’approvazione del bilancio 2019 (ancora non avvenuta) e richiede il voto del consiglio. I nuovi metodi di lavoro da adottare da parte dei portuali e l’efficienza richieste, andranno di pari passo con le necessarie misure per fronteggiare la crisi di lavoro generata dal Covid e il programma di risanamento e riorganizzazione della Compagnia Unica. L’adozione delle nuove misure, così come i dei nuovi accordi che verranno stipulati con tutti i terminalisti del porto, avverrà quando tutte le incertezze e l’instabilità attuale saranno superate secondo i portuali genovesi.

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