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Per Sapir 60 milioni di ricavi e il primo bilancio sociale

Il Gruppo Sapir, primario operatore portuale attivo nel porto di Ravenna, ha reso noto di aver pubblicato il suo primo bilancio di sostenibilità relativo all’esercizio 2019. “Anche per le responsabilità che ci derivano dalla rilevante partecipazione pubblica le nostre scelte rispondono da sempre a principi di sostenibilità, dal punto di vista ambientale, economico e sociale” […]

di Nicola Capuzzo
5 Novembre 2020
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Il Gruppo Sapir, primario operatore portuale attivo nel porto di Ravenna, ha reso noto di aver pubblicato il suo primo bilancio di sostenibilità relativo all’esercizio 2019. “Anche per le responsabilità che ci derivano dalla rilevante partecipazione pubblica le nostre scelte rispondono da sempre a principi di sostenibilità, dal punto di vista ambientale, economico e sociale” spiega il presidente presidente Riccardo Sabadini. “Ci è sembrato ora il momento di riordinare i risultati del nostro impegno in un documento organico e lo abbiamo fatto con un approccio scientifico, assumendo a riferimento i principi di rendicontazione più diffusi a livello internazionale, i Gri standards”.

Nel 2019 il valore della produzione del Gruppo è stato di 60,2 milioni di euro, l’84% di questi, pari a circa 50,5 milioni, è stato ‘distribuito’ agli stakeholder, fra cui in particolare a fornitori (68%), personale (20%), Pubblica Amministrazione con dividendi, imposte e canoni (7%). Riguardo le forniture, il Gruppo si rivolge prioritariamente a realtà della regione (92,9%) e soprattutto provincia (66,5%), per creare valore nella propria comunità.

A proposito di innovazione sono in corso un processo di potenziamento dell’infrastruttura It e la progettazione di un nuovo sistema che consentirà di gestire in un’unica piattaforma tutte le attività dei terminal e, a regime, anche di interagire con i clienti e le navi.

Nella sezione dedicata alla responsabilità ambientale emerge un aspetto caratteristico del terminal Sapir: “l’essere multipurpose offre la possibilità di diversificare i mercati ma allo stesso tempo determina una gestione più complessa degli impatti, in quanto ogni tipologia di merce propone problematiche specifiche” spiegano da Sapir.

Un capitolo è dedicato alla responsabilità verso i dipendenti. Sapir fu il primo terminal operator italiano a conseguire già nel 2004 la certificazione di sicurezza. Oggi i tre terminal (Sapir, Tcr e Terminal Nord) sono tutti certificati ISO 14001, standard che garantisce che i siti assicurano individuazione, adozione e monitoraggio delle misure necessarie a organizzare luoghi di lavoro salubri e sicuri.

Dati interessanti riguardano poi la riduzione dell’età media del personale, l’incremento delle ore di formazione e la conferma di un tasso di infortuni particolarmente basso. Per quanto riguarda il rapporto con la comunità, oltre alle significative erogazioni in sponsorizzazioni e contributi solidali per il sostegno ad attività sportive, culturali e sociali, viene sottolineato l’impegno a diffondere la cultura del lavoro portuale con iniziative, rivolte in primo luogo agli studenti, mirate a favorire la conoscenza del porto: nel quinquennio 2015-2019 i terminal hanno ospitato 80 visite di gruppo per circa 2.500 partecipanti.

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