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La Corte dei Conti chiede una gara prima di assegnare a Msc il gateway ferroviario di Gioia Tauro

La Corte dei Conti, tramite la propria Sezione controllo enti, ha approvato con delibera n.91/2020 la relazione relativa alla gestione finanziaria 2019 dell’Autorità portuale di Gioia Tauro (futura Autorità di Sistema Portuale Mari Tirreno meridionale e Jonio) ma ha anche segnalato un paio di criticità significative. Quella più significativa, quantomeno dal punto di vista operativo, […]

di Nicola Capuzzo
11 Novembre 2020
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La Corte dei Conti, tramite la propria Sezione controllo enti, ha approvato con delibera n.91/2020 la relazione relativa alla gestione finanziaria 2019 dell’Autorità portuale di Gioia Tauro (futura Autorità di Sistema Portuale Mari Tirreno meridionale e Jonio) ma ha anche segnalato un paio di criticità significative. Quella più significativa, quantomeno dal punto di vista operativo, riguarda il suggerimento a individuare il gestore del nuovo gateway ferroviario tramite una procedura a evidenza pubblica e dunque non accontentandosi della manifestazione d’interesse presentata dal gruppo Msc.

Nella ‘pagella’ sull’operato della port authority calabrese, a proposito della ‘Realizzazione del nuovo terminal intermodale – gateway ferroviario’ si legge che “Il progetto […] prevede la
realizzazione di un terminal con 4 binari articolati su due aree distinte secondo la provenienza delle merci, nazionali o estere, oltre ad aree di stoccaggio e di scambio per una superficie complessiva di 269.000 mq per le merci nazionali e 132.000 mq per le estere. [..] Il terminal avrebbe dovuto realizzarsi entro 24 mesi (30 giugno 2019) dalla consegna lavori (23
giugno 2017). In sede istruttoria è emerso che l’opera è stata realizzata con un costo
complessivo pari a euro 18.517.40623, che il certificato di ultimazione lavori è stato emesso il 14 febbraio 2020 con conseguente applicazione di penali per complessivi euro 518.487. La
convenzione non è stata ancora sottoscritta per criticità riguardo l’operatore”. la storia recente è nota con l’allontanamento (non senza polemiche) di Sogemar e la successiva manifestazione d’interesse al subentro per rilevare la gestione presentata da un consorzio d’imprese facenti tutte capo al Gruppo Msc (il Medcenter Container Terminal, l’impresa ferroviaria Medway Italia e l’operatore intermodale Medlog Italia). Una prospettiva accolta con favore dal commissario straordinario Andrea Agostinelli che l’aveva definita come una proposta che “rappresenta la finalizzazione della costruzione del gateway ferroviario e consentirà finalmente l’esercizio del traffico ferroviario portuale. Il primo passo verso la configurazione del porto di Gioia Tauro come porto gateway, e non solo come porto di transhipment, si sta compiendo”.

Ora però la Corte dei Conti suggerisce di mettere a gara la gestione della nuova infrastruttura realizzata con soldi pubblici: “Si è prospettata una possibilità di subentro di un nuovo concessionario, quale ipotesi eccezionale e derogatoria dell’aggiudicatario di procedura ad evidenza pubblica. Questa Corte invita l’Autorità Portuale e i Ministeri vigilanti alla verifica della compatibilità di tale procedura con i principi generali e al riscontro della capacità tecnica e finanziaria dell’eventuale soggetto subentrante. L’operatività del nuovo terminal unito alla realizzazione del raccordo ferroviario potrebbe consentire di configurare il porto di Gioia Tauro come porto gateway e non solo come porto di transhipment. Anche la gestione del terminal gateway dovrà essere assicurata mediante procedure trasparenti e di mercato per l’ottenimento delle condizioni più vantaggiose, tenendo conto degli investimenti pubblici effettuati”.

Più in generale la Corte dei Conti, a proposito della gestione finanziaria dell’ente guidato da Agostinelli, dice quanto segue: “Nel 2019 i saldi principali sono positivi con eccezione del saldo di parte capitale che risulta in diminuzione. L’avanzo finanziario diminuisce del 49 per cento. L’avanzo economico è positivo per euro 5 milioni ma in diminuzione anch’esso rispetto all’esercizio precedente (82 per cento). L’avanzo di amministrazione è pari al valore di euro 120,64 milioni in aumento rispetto all’esercizio precedente (2,45 per cento sul 2018). La quota vincolata di tale avanzo è di euro 91,15 milioni, per euro 1,29 milioni è destinata al fondo per il trattamento di fine rapporto, per 10,80 milioni al fondo per rischi ed oneri e contenzioso e per euro 79,06 milioni finalizzati alla realizzazione di opere e lavori secondo le previsioni del POT. Al netto di quanto precede rientra nella disponibilità gestionale dell’Ente la parte residua pari a euro 29,48 milioni”. E ancora: “In aumento anche il patrimonio netto, che si attesta a euro 116 milioni con un aumento del 5 per cento e la consistenza di cassa che a fine esercizio 2019 ammonta a oltre euro 141 milioni contro gli euro 123 milioni nel 2018”. La Corte segnala, infine, “l’ingente massa di residui attivi, per i quali, così come espresso nelle precedenti relazioni e nel parere dei revisori, l’Ente deve accrescere le attività di verifica”.

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