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Nicola Capuzzo - Direttore Responsabile

Botta e risposta fra azienda e sindacati sullo stato di agitazione dei portuali al Terminal San Giorgio di Genova

Aumenta il nervosismo fra i lavoratori operativi in banchina al Terminal San Giorgio del porto di Genova. I sindacati confederali informano che dal giorno 31 dicembre scorso i lavoratori del terminal operator controllato dal gruppo Gavio “sono entrati in stato di agitazione a causa di una serie di forzature dall’azienda che hanno deteriorato le relazioni sindacali”. Le organizzazioni sindacali riferiscono di aver cercato con estrema difficoltà di costruire un percorso che potesse portare al superamento dei problemi ma, a causa del comportamento messo in atto dall’azienda, il clima di malcontento che si respira nel terminal sarebbe questo secondo il loro racconto: “La maggior parte dei lavoratori non è stata messa in condizione di svolgere le proprie mansioni con la serenità dovuta per un lavoro gravoso e impegnativo come quello portuale” dichiarano Fabio Ferretti, Massimo Rossi e Duilio Falvo, rispettivamente Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti. Che ancora aggiungono: “Negli ultimi anni, all’interno del Terminal San Giorgio, si sono registrati un numero di licenziamenti nettamente superiori rispetto a tutte le altre realtà portuali. Anche dal punto di vista della sicurezza si sono resi necessari frequenti interventi dei rappresentanti sindacali per ricomporre situazioni di pericolo che, solo per casi fortuiti e per la responsabilità dei lavoratori, non sono sfociati in incidenti gravi”.

Non sono comunque mancati infortuni di una certa gravità secondo quanto riferiscono i sindacati. “Lo scorso anno si è reso indispensabile anche l’intervento dell’AdSP Mar Ligure Occidentale per riportare alla normalità una situazione che stava diventando insostenibile, culminata con l’episodio di una nave che, per la fretta di partire dopo aver effettuato operazioni irregolari in autoproduzione, ha mollato gli ormeggi quando ancora parte del personale del terminal era a bordo”.

Il secondo punto che le organizzazioni sindacali intendono segnalare riguarda gli atti unilaterali a cui l’azienda tenderebbe a ricorrere. “Già in passato questa dirigenza aveva mostrato propensione a imporre organizzazioni del lavoro senza concordarle, oppure a chiamare i singoli lavoratori per avanzare proposte organizzative ad personam” raccontano i sindacati. “Si sperava di aver superato quei momenti, ma non è così: è storia recente l’imposizione di un orario di lavoro che l’azienda non ha comunicato nel dettaglio alle rappresentanze sindacali” si legge ancora nella nota. “Questa tipologia di orario deriva da un’organizzazione del lavoro nuova, sulla quale l’azienda ha voluto evitare il confronto e della quale non comprendiamo l’effettiva utilità” concludono Ferretti, Rossi e Falvo. “L’unica cosa certa è che con un atto simile, da verificare in alcuni punti anche dal punto di vista del rispetto contrattuale, si sono alimentate nuove tensioni e si è vanificato il lavoro fatto nell’ultimo periodo per cercare di instaurare le corrette relazioni sindacali. Consideriamo l’attuale situazione inaccettabile e siamo pronti, come sempre, a intraprendere qualunque azione sindacale si renda necessaria per la tutela dei lavoratori del Terminal San Giorgio”.

Il 15 gennaio scorso si è tenuta un’assemblea dei lavoratori che, nel confermare lo stato di agitazione, ha ribadito la necessità di mandare un segnale forte alla dirigenza dell’azienda affinché questi atti unilaterali cessino: il clima all’interno del terminal non è più sostenibile secondo i sindacati.

A SHIPPING ITALY Terminal San Giorgio ha fatto sapere di ritenere che “la posizione espressa dalle organizzazioni sindacali non sia una corretta rappresentazione della reale situazione in essere presso la nostra azienda. Ci risulta infatti che lo stato di agitazione dichiarato dalle OO.SS. non sia condiviso dalla maggior parte dei lavoratori, tanto che si sono registrate numerose prese di distanza, tra le altre anche da parte di un delegato sindacale che si è dissociato dall’iniziativa. L’azienda – prosegue la replica – è orgogliosa di riferire che solo negli ultimi tre anni sono stati assunti ben 37 nuovi dipendenti (mentre i licenziamenti sono stati solo 4 e per gravissimi motivi, tanto da essere ricondotti alla fattispecie di ‘giusta causa’). Per quanto riguarda i presunti infortuni denunciati, l’azienda registra con stupore queste dichiarazioni dal momento che non risultano esserci stati gravi infortuni negli ultimi anni. A riprova di ciò si segnala che la Terminal San Giorgio, dal 2015, è certificata in materia di Sicurezza sul Lavoro (BS OHSAS 18001:2007) e, anche recentemente, ha ottenuto l’annuale rinnovo – senza osservazioni –  da parte dell’Ente certificatore”. Fatte queste il terminal portuale conferma “la consueta disponibilità, più volte dimostrata, per la riapertura di un sereno confronto con le organizzazioni sindacali, e ciò al fine di ristabilire quanto prima corrette ed equilibrate relazioni industriali”.

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