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Il porto di Venezia ha chiuso il 2020 con un -10% dei traffici. Chioggia -31%

Nell’anno segnato dalla pandemia di Covid-19 i dati relativi ai traffici dei porti lagunari confermano l’attesa flessione rispetto ai numeri del 2019: il porto di Venezia perde nel complesso 2,5 milioni tonnellate (-10,3%), percentuale da ridurre se si esclude il carbone, mentre il porto di Chioggia perde invece circa 409 mila tonnellate (-31%). “Un calo, […]

di Nicola Capuzzo
2 Febbraio 2021
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Porto Marghera veduta aerea

Nell’anno segnato dalla pandemia di Covid-19 i dati relativi ai traffici dei porti lagunari confermano l’attesa flessione rispetto ai numeri del 2019: il porto di Venezia perde nel complesso 2,5 milioni tonnellate (-10,3%), percentuale da ridurre se si esclude il carbone, mentre il porto di Chioggia perde invece circa 409 mila tonnellate (-31%).

“Un calo, quello riportato dal porto veneziano nel corso del 2020 che, sulla base degli ultimi dati disponibili, risulta inferiore al calo medio (-14.3%) registrato lo scorso anno dai porti italiani comparabili sotto un profilo geografico, di mercato e funzionale” sostiene una nota dell’AdSP. Nonostante gli effetti del coronavirus sull’economia mondiale il secondo semestre vede un miglioramento dei dati rispetto alla prima parte dell’anno nel confronto con gli stessi periodi del 2019. Ed è in particolare nel quarto trimestre che il porto di Venezia registra la diminuzione minore con un calo pari al -8,1% di tonnellate di merci movimentate rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Una percentuale che, al netto dello sbarco di carbone, si consolida a un valore pari a -4.7%.

“Va segnalato in tal senso che, il settore carbonifero gioca un ruolo centrale nelle dinamiche generali dell’intermediazione di merci del sistema portuale veneto” si legge nella nota dell’AdSP del Mar Adriatico Settentrionale. “Per quanto riguarda lo scalo veneziano, una rilevante porzione del traffico perduto nel 2020 è legata al crollo del carbone (-69,6%), causato dal graduale abbandono da parte dell’Italia di questa fonte energetica in continuità con i principi stabiliti dalla Strategia Energetica Nazionale”. Al netto del carbone che sconta decisioni non afferenti alle dinamiche portuali di Venezia, la flessione dei traffici del porto veneziano passerebbe quindi dal -10,3% al -6,3%.

Le rinfuse liquide segnano un -5,1% (-461 mila tonnellate), quelle solide che comprendono anche il carbone, si attestano sul -20,4% (-1,278 milioni tonnellate) mentre il general cargo registra un -8,6% (-844 mila tonnellate).

In controtendenza, con una crescita del 2,6%, alcuni prodotti alimentari come i mangimi e i semi oleosi, mentre tengono sostanzialmente le rinfuse siderurgiche (che diminuiscono del 6,6%) e i prodotti chimici che riportano una tenuta con un calo contenuto del 2%.

Sempre a Venezia, in calo il settore container che perde 64.394 Teu (-10,8%), una riduzione motivata in parte dalla decisione di molte compagnie di ridurre l’offerta di stiva anche attraverso un incremento del blank sailing riconducibile all’andamento economico connesso all’emergenza sanitaria, in parte dall’abbandono della linea diretta con il Far East che AdSP MAS intende recuperare nel più breve tempo possibile attraverso una importante operazione di escavo manutentivo, già avviata, del canale Malamocco – Marghera. Va inoltre segnalato che, i servizi feeder attivi presso il porto di Venezia hanno permesso di limitare la perdita di tale traffico connesse all’operatività della linea diretta con il Far East.

In calo del 76% il traffico passeggeri dei traghetti mentre il traffico crocieristico è rimasto praticamente fermo quest’anno (-99,6%) con 5.653 passeggeri rispetto agli oltre 1,617 milioni dell’anno precedente.

A Chioggia, infine, risultano azzerate le poche rinfuse liquide transitate nel porto nel 2019 e in flessione del 10,4% le rinfuse solide, con i prodotti per l’edilizia (cemento, calce, malta) che perdono più di 65 mila tonnellate. Segnali positivi arrivano, in questa categoria di merci, dai prodotti chimici solidi che crescono del 5,7% con 7mila tonnellate sebbene, in termini assoluti, tale tipologia merceologica rappresenti una realtà limitata. In calo del 59,3% anche il general cargo.

Leggi il rapporto completo con le statistiche relative alle merci movimentate nei due porti veneti nel 2020

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