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Tassazione porti: l’Italia ha ancora tempo fino al 5 aprile per fare (o non fare) ricorso

Seppure l’Italia abbia perso il primo treno, appena partito, per presentare ricorso alla Corte di Giustizia Europea contro la procedura della Commissione Europea che intende sottoporre a imposizione fiscale le port authority nostrane, Roma avrà eventualmente ancora la possibilità, grazie ad Assoporti, di salire su un secondo treno nel caso il nuovo ministro decida di […]

di REDAZIONE SHIPPING ITALY
16 Febbraio 2021
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Assoporti presidenti

Seppure l’Italia abbia perso il primo treno, appena partito, per presentare ricorso alla Corte di Giustizia Europea contro la procedura della Commissione Europea che intende sottoporre a imposizione fiscale le port authority nostrane, Roma avrà eventualmente ancora la possibilità, grazie ad Assoporti, di salire su un secondo treno nel caso il nuovo ministro decida di seguire la linea dettata dal suo predecessore, Paola De Micheli. La scadenza ultima a questo punto sarà il 5 aprile.

Sono infatti appena scaduti i due mesi concessi da quando la Commissione Europea aveva trasmesso al Ministero dei trasporti l’esito della procedura avviata parecchi anni prima e per effetto della quale le Autorità di sistema portuale italiane, secondo Bruxelles, non hanno più motivo di essere esenti dal pagamento delle imposte sull’attività d’impresa svolta. La De Micheli, secondo molti anche per rinviare il problema di qualche mese o anno, ha scelto di procedere con il Ricorso alla Corte di Giustizia Europea preferendo quindi non sedersi al tavolo della negoziazione con Bruxelles (per quanto ormai i tempi delle trattative per il nostro Paese siano ampiamente superati).

Complice anche la crisi di Governo e l’avvicendamento, appena concretizzatosi, al vertice del dicastero di Piazzale Porta Pia, il nostro Paese per ora quel ricorso non l’ha ancora depositato ma in realtà ha ancora quasi due mesi di tempo per farlo seguendo un’altra strada. Secondo quanto appreso da SHIPPING ITALY tramite fonti vicine al Ministero dei trasporti, sarà infatti possibile per Assoporti, che la stessa notifica relativa alla conclusione della procedura l’ha ricevuta solo il 4 febbraio, decidere con le stesse tempistiche (due mesi) se procedere o meno con un’impugnazione in tribunale a Lussemburgo (il secondo grado eventualmente sarebbe alla Corte di Giustizia Europea). Il termine ultimo è diventato dunque quello del prossimo 4 aprile. “Il Governo italiano e il Ministero dei trasporti potrà infatti intervenire con un intervento adesivo facendo propria la stessa tesi di Assoporti” spiega una fonte qualificata, spiegando che in questo modo l’azione dell’associazione dei porti italiani e quella del dicastero andrebbero di fatto in parallelo.

Fonti vicine ad Assoporti, che per seguire la materia ha delegato i presidenti delle AdSP di Cagliari e Bari (rispettivamente Massimo Deiana e Ugo Patroni Griffi), confermano questa impostazione specificando che “a breve verrà organizzato un incontro con il neoministro Giovannini il quale indicherà l’orientamento da seguire. Siamo comunque in costante contatto con il Ministero e qualunque azione si deciderà di fare sarà al servizio delle politiche decise dal Governo”.

Nicola Capuzzo

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