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Il terrorismo ferma ancora il progetto Mozambique Lng a cui collabora anche Saipem

A meno di una settimana dall’annuncio di Total (e da quello di Saipem) di una ripresa progressiva del progetto offshore Mozambique Lng, un attacco terroristico da parte Stato Islamico ha nuovamente messo in sospeso le attività. Uomini armati lo scorso 24 marzo hanno fatto fuoco contro civili e forze governative nella vicina località costiera di […]

di Nicola Capuzzo
30 Marzo 2021
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A meno di una settimana dall’annuncio di Total (e da quello di Saipem) di una ripresa progressiva del progetto offshore Mozambique Lng, un attacco terroristico da parte Stato Islamico ha nuovamente messo in sospeso le attività.

Uomini armati lo scorso 24 marzo hanno fatto fuoco contro civili e forze governative nella vicina località costiera di Palma, che funge da base per i lavoratori impegnati nel progetto (non solo di Total ma anche delle molte altre aziende coinvolte) provocando “dozzine di morti”. L’agenzia Reuters riferisce inoltre di diverse centinaia di civili stranieri che si sarebbero trovati stretti tra i fondamentalisti islamici da un lato e uomini delle forze di sicurezza dall’altro, e che sarebbero poi stati evacuati con delle barche verso una città più a sud.

Proprio l’annuncio della ripresa delle attività di Total nell’area sarebbe l’evento che ha scatenato la decisione dei jihadisti di colpire di nuovo nell’area. Dopo l’attacco, il gruppo francese ha fatto sapere che ridurrà la presenza di addetti e come detto sopra ha già sospeso nuovamente il piano di ripresa annunciato nei giorni precedenti.

Inevitabile pare dunque anche la sospensione anche delle attività che fanno capo a Saipem tramite la joint venture Ccsjv Scarl, guidata dalla società di San Donato e composta anche da McDermott International e Chiyoda Corporation. La società si era aggiudicata nel giugno 2019 il contratto per l’ingegneria, le forniture e la costruzione di alcune strutture onshore per un importo complessivo di 8 miliardi di dollari (di cui la quota di Saipem è di circa 6 miliardi di dollari).

La società di San Donato aveva celebrato il riavvio dei lavori nei giorni scorsi evidenziando come questo fosse stato deciso a seguito “dell’annuncio di Total E&P Mozambique Area 1 (Tepma1) e del Governo del Mozambico di ulteriori misure di sicurezza per il sito produttivo di Afungi, presso Cabo Delgado nell’estremo nord del Mozambico, scenario di recenti eventi sovversivi”. In particolare Total aveva confermato il piano di riuscire a consegnare i primi carichi di GNL nel 2024 mentre aveva evidenziato che anche la sua parte di progetto era in linea con i tempi previsti.

Lo scorso gennaio Total aveva ritirato la maggior parte della sua forza lavoro dislocata nell’area dopo una recrudescenza del terrorismo di matrice islamica, chiedendo al governo del paese di incrementare le misure di sicurezza, inclusa la definizione di un’area cuscinetto di 25 km attorno al sito. Secondo lo stesso gruppo francese le condizioni erano state soddisfatte, tanto da portarlo appunto la scorsa settimana all’annuncio di una graduale ripresa delle operazioni.

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