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Bacini di Livorno: nessuna negligenza, regolare per il Tar l’aggiudicazione ad Azimut

L’Autorità di Sistema Portuale di Livorno potrà procedere ad assegnare la concessione decennale dell’area delle riparazioni navali dello scalo labronico al gruppo Azimut Benetti (92mila mq, un bacino in muratura e uno galleggiante) risultato aggiudicatario nel dicembre 2020 della gara partita nel 2015 e rimasta a lungo in sospeso per un incidente mortale occorso di […]

di Nicola Capuzzo
25 Giugno 2021
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L’Autorità di Sistema Portuale di Livorno potrà procedere ad assegnare la concessione decennale dell’area delle riparazioni navali dello scalo labronico al gruppo Azimut Benetti (92mila mq, un bacino in muratura e uno galleggiante) risultato aggiudicatario nel dicembre 2020 della gara partita nel 2015 e rimasta a lungo in sospeso per un incidente mortale occorso di lì a poco nelle strutture.

Il Tar della Toscana, infatti, ha respinto i ricorsi presentati da Jobson, seconda classificata, contro l’aggiudicazione e diversi atti dell’Adsp. Sintetizzando estremamente la complessa lite, il principale filone dei motivi di ricorso di Jobson si imperniava sulla presunta negligenza di Azimut, concessionario uscente, nella gestione dei beni pubblici.

Al riguardo però il Tar ha sentenziato che “le problematiche evocate da parte ricorrente, attinenti a contestazioni rivolte alla Azimut Benetti in relazione alla gestione di beni demaniali, non hanno dato luogo ad accertamenti di responsabilità della società medesima, in seno ai giudizi pur avviati nei suoi confronti; anzi l’Autorità portuale e la Azimut Benetti stessa sono poi addivenute ad una procedura conciliativa”.

Anche riguardo al succitato incidente mortale, evocato da Jobson come motivo valido ad escludere l’ammissibilità di Azimut alla gara, il Tar ha valutato che “le medesime ‘gravi infrazioni’ alle norme in materia di sicurezza dei lavoratori devono essere ‘debitamente accertate’, e non risultano accertamenti di responsabilità in tal senso nei confronti della società controinteressata”.

Ancora, per Jobson Azimut “avrebbe comunque dovuto essere esclusa dalla selezione, tenuto conto dei gravi inadempimenti e delle gravi inadempienza evidenziate”. Ma il Tar ha ritenuto la censura infondata: “Una volta che si sia rilevato, come risulta dai precedenti passaggi della motivazione, che non risultano elementi probatori certi in punto di inadempimenti e violazioni compiute della controinteressata, (…) appare ingiustificata la pretesa di esclusione discrezionale di un operatore economico dalla gara, senza che siano integrati gli estremi delle norme richiamate, e senza peraltro che ci sia una valutazione di inaffidabilità da parte della stazione appaltante”.

Parimenti Jobson aveva eccepito l’inammissibilità di Azimut alla procedura in ragione della condanna del suo procuratore Riccardo Lari per un’abusiva occupazione commessa a Viareggio nel 2008. Ma anche in questo caso il Tar ha giudicato che l’Adsp abbia ben valutato nel respingere tale eccezione in ragione dell’estinzione del reato.

“Da domani – ha commentato una nota dell’ente – l’AdSP potrà preparare le carte per assegnare la concessione ad Azimut Benetti. Che quindi potrà operare per dieci anni su un compendio di oltre 92 mila metri quadrati svolgendo attività di costruzione, allestimento e riparazione di navi da diporto nonché riparazione di navi passeggeri o merci”.

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