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Scioperi sospesi a Genova, il patto che convince sindacati e portuali

La notizia è che gli scioperi proclamati la settimana scorsa nel porto di Genova dalle segreterie di Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti, quello del 19 luglio di tutti i portuali e quello del 28 (voluto dai delegati) del personale della Culmv, il fornitore di manodopera temporanea art.17, sono stati sospesi. Lo hanno reso noto […]

di Nicola Capuzzo
16 Luglio 2021
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La notizia è che gli scioperi proclamati la settimana scorsa nel porto di Genova dalle segreterie di Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti, quello del 19 luglio di tutti i portuali e quello del 28 (voluto dai delegati) del personale della Culmv, il fornitore di manodopera temporanea art.17, sono stati sospesi. Lo hanno reso noto le segreterie stesse, ad esito di un incontro in Prefettura cui hanno preso parte anche il Presidente della Regione Liguria, il Sindaco di Genova, i vertici dell’Autorità di Sistema Portuale Mar Ligure Occidentale (Paolo Emilio Signorini presidente e Paolo Piacenza segretario generale), la Capitaneria di porto, Confindustria e Culmv.

L’elemento irrituale, invece, è che determinante sia stato l’intervento del governatore Giovanni Toti: “Il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, ha proposto con la condivisione di Filt Cgil Fit Cisl e Uiltrasporti Uil l’apertura di un tavolo di confronto volto alla stipula di un ‘Patto per il Porto e per il Lavoro’ che coinvolga i soggetti presenti alla riunione”. Un primo incontro fra i soggetti istituzionali succitati con le segreterie si terrà giovedì prossimo, preceduto il giorno prima da una convocazione dei delegati della Culmv in Adsp.

L’irritualità di una soluzione pattizia è tutta nel verbale redatto a valle dell’incontro in prefettura, con Toti che “ha rappresentato l’utilità di ricondurre i temi specifici oggetto di rivendicazione nel quadro di una riflessione generale sul futuro dello scalo, anche alla luce delle ampie prospettive di crescita offerte dalle ingenti risorse economiche destinate al porto di Genova nel quadro del Pnrr, nonché ai segnali di forte ripresa del ciclo economico registrati negli ultimi mesi”.

Cosa significhi esattamente lo si scoprirà, forse, nei prossimi giorni. Per certo si è preso tempo, con la risibile panacea del Pnrr, sui molti temi messi alla base delle proclamazioni, apparentemente da inquadrarsi in una cornice normativa esistente, vigente e dettagliata più che in un “patto”, che, per definizione, questa cornice serve quantomeno a integrarla se non a superarla/aggirarla. Aspetto che rileva anche da un altro passaggio chiave del verbale, in cui il sindaco di Genova Marco Bucci, non è chiaro in base a quale prerogativa, condivisa l’idea di Toti, ha “dichiarato disponibilità ad avviare eventuali percorsi di ricollocamento presso il Comune di Genova nell’ambito del piano organico porto”.

L’amministrazione responsabile di quest’ultimo strumento (nonché della materia nella sua interezza), inadempiente da due anni quanto al previsto aggiornamento del medesimo, si è invece limitata a aggiornare i presenti sull’installazione delle centraline meteo (pubblicato oggi un avviso a manifestare interesse) e a impegnarsi in una convocazione per l’aggiornamento delle linee guida in caso di allerta oltre che nel summenzionato incontro coi delegati Culmv. Favorevole al patto anche la sezione terminalisti di Confindustria che ha anche riconosciuto “l’incremento numerico a 10 unità degli Rls di sito, ad invarianza di costi”.

Ad ogni modo le organizzazioni sindacali hanno apprezzato o quantomeno abbozzato e, come detto, sospeso l’iniziativa.

Resta invece aperta la vertenza (sciopero il 22 luglio confermato) dei dipendenti di Stazioni marittime, considerata – si legge in una nota delle segreterie confederali locali, “l’indisponibilità della stessa a mantenere in essere le attuali contrattazioni di secondo livello che peraltro non vengono erogate come dovrebbero. Inoltre stigmatizziamo un ulteriore atteggiamento scorretto della società, che, a fronte dello sciopero del porto previsto per il giorno 19/07 intende precettare un numero di lavoratori superiori a quelli utilizzati nella normalità. Ricordiamo a chi amministra Stazioni Marittime che lo sciopero è costituzionalmente una libertà individuale di ogni lavoratore ed il comportamento dell’azienda sconfina nell’atteggiamento antisindacale”.

A.M.

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