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Innovazione certificata Rina nella piscicoltura

Il Rina, nella sua veste di società di classifica, ha annunciato l’Approval in Principle (AiP) di una nuova concezione di nave offshore per la piscicoltura. Ocean Ark è un progetto sviluppato da Ocean Arks Tech of Chile (Oatech) in conformità con le regole Rina e le normative Marpol, Solas e Imo. La nave – riporta […]

di Nicola Capuzzo
23 Novembre 2021
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Il Rina, nella sua veste di società di classifica, ha annunciato l’Approval in Principle (AiP) di una nuova concezione di nave offshore per la piscicoltura.

Ocean Ark è un progetto sviluppato da Ocean Arks Tech of Chile (Oatech) in conformità con le regole Rina e le normative Marpol, Solas e Imo. La nave – riporta una nota di Rina – “offre un nuovo approccio alla piscicoltura ed è destinata a rivoluzionare il settore migliorando drasticamente la salute dei pesci, il comfort dell’equipaggio e l’immagine del settore. L’oceano può offrire l’unica opportunità per l’allevamento ittico di soddisfare le esigenze nutrizionali di una popolazione mondiale in crescita. La possibilità di dislocare Ocean Ark lontano da ondate di calore marine, fioriture di alghe e tempeste, i tre talloni d’Achille dell’acquacoltura, consentirà di produrre proteine ​​di qualità superiore e aumentare la produzione ittica mondiale senza aumentare la pressione sugli stock ittici e sugli habitat costieri”.

Patrizio Di Francesco, Principal Engineer Rina per l’Europa nord-occidentale, ha dichiarato: “La sostenibilità è un pilastro strategico fondamentale per Rina, ma non si tratta solo di ridurre le emissioni di carbonio. È inoltre necessaria una catena di produzione alimentare sostenibile per soddisfare una crescente domanda globale di nutrizione. Crediamo che l’acquacoltura in mare aperto sia una soluzione che aiuterà per il futuro”.

La nave piscicola di Oatech è un trimarano autopropulso, assistito dall’intelligenza artificiale, a basse emissioni, lungo 170 m e largo 64 m. L’intelligenza artificiale e le gabbie per pesci autopulenti in rame aiutano a garantire la salute e il benessere dei pesci. Mentre i finanziamenti sono assicurati per diverse unità, i mou per costruire le Ocean Arks sono firmati con una serie di cantieri navali leader a livello mondiale che includono le holding China Merchants Industry, Tersan e Cimc Raffles.

Con la sua capacità di 4.000 tonnellate di biomasea, questa tecnologia dirompente consentirà, secondo Rina, “la produzione a bassa densità di pesce più sano e di qualità superiore a costi inferiori rispetto ai sistemi di acquacoltura offshore, terrestri e costieri ora disponibili. Ocean Ark può operare vicino ai mercati di consumo asiatici, statunitensi e dell’Ue per un forte calo delle emissioni dei trasporti”.

“Questa è una nave insolita. Il suo AiP rappresenta una pietra miliare sia per il settore della piscicoltura che per la classificazione delle navi dal design non convenzionale. È un approccio innovativo alla raccolta sostenibile del pesce per contribuire a garantire la sicurezza e la sovranità alimentare e che potrebbe rivoluzionare la piscicoltura per il futuro” ha concluso Di Francesco.

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