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Anche dall’Authority dei Trasporti nuove sanzioni a Tirrenia Cin

Sanzione da 114mila euro per condotte omissive e avvio di procedura da oltre un milione per disservizi, mentre in Parlamento arriva un’interrogazione sul blocco dei Tfr di 100 ex dipendenti

di Andrea Moizo
28 Gennaio 2022
Stampa
Athara (Tirrenia Cin) NC 8555

Ai creditori di Cin – Compagnia Italiana di Navigazione, prossimamente chiamati a esprimersi sulla proposta concordataria della società controllata da Moby (estranea alla problematica di cui di seguito), potrebbe aggiungersi l’Autorità di Regolazione dei Trasporti .

Il Garante con sede a Torino, infatti, così come recentemenete aveva fatto l’Autorità Garante per la Concorrenza e il Mercato, ha appena irrogato una sanzione da 114mila euro a Cin, per non aver risposto a una lunga teoria di richieste di approfondimenti da parte dell’Authority: “La Società, non ha adempiuto nei termini previsti dalle più volte citate note di fornire le informazioni richieste, ostacolando, di fatto, l’esercizio delle funzioni di vigilanza a tutela dei diritti dei passeggeri nel trasporto marittimo”.

Nella delibera Art si legge che “le condotte omissive, riferite a n.19 richieste di informazioni, risultano tra loro distinte in quanto relative a mancati riscontri aventi ad oggetto reclami diversi con scadenze diverse, riferiti a viaggi svolti in tempi diversi, a rapporti di utenza individuali intervenuti con soggetti distinti, nonché inerenti a una molteplicità di rotte”. Da cui il cumulo delle relative sanzioni per un importo che complessivamente, tenuto già conto di una riduzione accordata “in considerazione delle condizioni economiche riferite al concordato preventivo in atto”, arriva a 114mila euro, riducibile a 47.500 in caso di pagamento entro 30 giorni.

Potrebbe però anche andare peggio per Cin in relazione a un’altra procedura avviata a suo carico sempre da Art. Nel mirino questa volta i supposti disservizi (denunciati all’authority da un paio di viaggiatori) legati alla cancellazione e alla posticipazione di un viaggio effettuato lo scorso luglio dalla Moby Dada fra Cagliari e Civitavecchia. Alla compagnia sono imputate in questo caso violazioni del regolamento inerenti agli obblighi di informazione, organizzazione di sistemazioni alberghiere e di viaggi sostitutivi, di rimborso e notifica ai passeggeri.

In considerazione dell’alto numero di quest’ultimi (oltre 1.600) all’esito del procedimento la sanzione potrebbe andare (a seconda degli approfondimenti che Art condurrà) dai 166mila euro a oltre 1 milione di euro, cifra che si ridurrebbe a 332.100 se Cin pagasse entro 60 giorni.

Nel frattempo un paio di giorni fa il deputato del Gruppo Misto Andrea Vallascas ha depositato un’interrogazione al Ministro del Lavoro Andrea Orlando e a quello dello Sviluppo Economico Giancarlo Giorgetti per chiedere “quali iniziative il Governo intenda adottare, per quanto di competenza, anche di natura normativa, per sbloccare, ovvero accelerare la liquidazione del trattamento di fine rapporto – somme depositate presso il Fondo di tesoreria dell’Inps – agli ex dipendenti di Tirrenia-Cin; se non ritenga opportuno, per quanto di competenza, assumere iniziative volte a promuovere interventi sostitutivi, da parte dell’Inps, al fine di anticipare la liquidazione del Tfr”.

Il riferimento è alla situazione di “oltre 100 ex lavoratori dell’ex Tirrenia-Cin in attesa da anni della liquidazione del trattamento di fine rapporto (Tfr) a causa dell’avvio, nel mese di giugno del 2020, su impulso dell’azienda, delle procedure di concordato con continuità aziendale presso il tribunale fallimentare di Milano che ha accolto la richiesta nel giugno del 2021”. Secondo Vallascas “tra i pagamenti bloccati (dalle procedure concorsuali in atto, ndr) risultano anche quelli degli ex marittimi e amministrativi a cui spetta la liquidazione del Tfr, nonché altre tipologie di benefici economici non ancora goduti (…), trattamenti che non possono essere considerati né un debito né un credito aziendale, ma si tratta di quella quota trattenuta mensilmente sul cedolino che viene pagata e versata al fondo di tesoreria Inps”.

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