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Cedute anche le ultime due navi della flotta Giuseppe Bottiglieri Shipping Company

Se confermate, queste cessioni completano la liquidazione ordinata del naviglio da parte del fondo Bain Capital diventato azionista al 100% estromettendo la famiglia Bottiglieri

di Nicola Capuzzo
3 Febbraio 2022
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Giuseppe Bottiglieri

A brevissimo la flotta della società partenopea Giuseppe Bottiglieri Shipping Company, oggi controllata dal fondo di private equity Bain Capital, risulterà completamente ‘svuotata’.

Secondo quanto riportano diverse società di brokeragigo navale le ultime due bulk carrier di proprietà, vale a dire le post-panamax Bottiglieri Franco Vela e Bottiglieri Giulio Borriello, sarebbero in procinto di passare in mani greche rispettivamente per 17,5 e 18,5 milioni di dollari. A gennaio del 2020 la società aveva ancora 15 navi tutte destinate alla vendita: 4 erano tanker e 11 bulk carrier.

Se confermate, queste cessioni segneranno la defintiva liquidazione degli asset sotto il controllo dell’azienda che fino a pochi anni fa era guidata e controllata dal comandante Giuseppe Bottiglieri insieme alle figlie ma che, in seguito a una lunga e complessa ristrutturazione finanziaria del debito, è passata appunto sotto il controllo dell’investitore istituzionale che era stato chiamato per condividere un piano di rilancio del business. L’epilogo è stato invece differente rispetto a quelle che parevano essere le aspettative: la famiglia Bottiglieri e il fondo Bain Capital hanno convissuto sul ponte di comando fino a quando, nel 2019, quello che nel frattempo era diventato l’azionista di controllo ha deciso di procedere a una progressiva liquidazione degli asset in flotta non appena il mercato avrebbe reso conveniente questo processo. Cosa che è avvenuta soprattutto nell’arco degli ultimi due anni: dapprima sono state dismesse le quattro navi cisterna e negli ultimi sedici mesi tutte le restanti bulk carrier. Il periodo di mercato particolarmete alto nel biennio 2020 – 2021, sia per le tariffe di nolo che nei valori delle compravendite per il dry bulk shipping, ha consentito a Bain Capital di massimizzare il ritorno sperato dalla liquidazione ordinata della flotta e uscire definitivamnete dall’operazione Giuseppe Bottiglieri Shipping Company che ebbe inizio nel 2018.

Esattamente quattro anni fa arrivò infatti il via libera da parte dell’adunanza dei creditori alla proposta di concordato preventivo presentata appunto da Bain Capital Credit (con il supporto dei Bottiglieri) in concorrenza rispetto a quella messa sul piatto dal gruppo greco Oceanbulk insieme al gruppo armatoriale napoletano Augustea Holding della famiglia Zagari (anche se il piano presentato da quest’ultimi attraverso la società Lighthouse non venne poi ammesso al voto). Fra i moltissimi creditori spiccavano in particolare diversi istituti di credito: Banca Monte dei Paschi di Siena, Mps Capital Service, Banco di Napoli e UniCredit. In un primo momento Bain Capital si era detta pronta a mettere sul piatto solo circa 120 milioni di euro per rilevare l’intera esposizione finanziaria in mano alle banche a pari a 419 milioni di euro, mentre Lighthouse a sorpresa propose l’accollo dei debiti ipotecari per 205 milioni trasformando il resto dell’esposizione in strumenti finanziari partecipativi a favore delle banche. Per prevalare, Bain Capital fu costretta allora ad alzare la propria offerta di acquisto dei crediti in portafoglio alle banche da 120 a 205 milioni di euro.

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