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Federazione del Mare imbarca gli ormeggiatori (e corteggia piloti, Assarmatori e Assologistica)

Continua ad ampliarsi la rappresentatività dell’associazione guidata da Mattioli che tiene a precisare come non sia nè Confindustriale né di Confcommercio

di Nicola Capuzzo
23 Giugno 2022
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Roma – La Federazione del mare continua a prendere quota in termini di sempre maggiore rappresentatività del cluster marittimo e portuale italiano. Il presidente Mario Mattioli a Roma, a margine dell’assemblea di Assoporti, a SHIPPING ITALY ha annunciato infatti nuovi ingressi che seguono quello recente di Assiterminal: “Proprio oggi ho parlato con il presidente di Angopi, l’associazione di categoria degli ormeggiatori, e mi ha detto che avrebbero confermato la loro adesione alla Federazione del mare per cui mi aspetto che in tempi brevi questo si possa concretizzare in un atto formale. Mi auguro di cuore, siccome ne avevamo parlato nei mesi scorsi, che questa adesione porterà anche al rientro dei piloti (Fedepiloti, ndr) che per una serie di motivi sono stati un attimo al palo in questo periodo e l’idea era poi quella di completare il quadro di tutti i servizi tecnico-nautici attraverso il loro rientro”. I rimorchiatori aderenti a Confitarma già ne fanno parte (tramite Assorimorchiatori) ma un appello all’adesione è stato lanciato anche “a Federimorchiatori che invece non è all’interno della Federazione del mare”.

Mattioli tiene a sottolineare che “la federazione non è un’associazione di categoria di impronta confindustriale o di Confcommercio perchè ci convivono varie anime. Ne ho parlato più di una volta anche con Assarmatori, con il presidente Stefano Messina, e sanno che sono invitati e mi farebbe piacere che all’interno della federazione si crei un clima per cui essa possa rappresentare appieno il cluster dell’economia del mare”. Ad oggi ne fanno parte anche le associazioni della nautica da diporto, della cantieristica, della pesca e altre. “Oltre al recente ingresso di Assiterminal auspichiamo che avvenga lo stesso anche da parte di Assologistica, così come per esempio Energia Futura (l’ex Unione Petrolifera)” ha proseguito ancora l’armatore partenopeo che è anche numero uno di Confitarma.

“Più siamo e meglio è ma non con una logica della grande associazione datoriale bensì con la logisca del volere bene al mare” ha voluto precisare ancora Mattioli, tornando anche sul tema din un dicastero dedicato al mare sul quale il ministro dei trasporti Enrico Giovannini non si è espresso favorevolmente: “Il Ministero del mare non è un qualcosa su cui noi crediamo e facciamo una battaglia santa; serve per alzare sempre il livello dell’asticella, perchè nel corso degli anni non abbiamo avuto quelle risposte che ci aspettavamo. Anzi, probabilmente, abbiamo assistito a un impoverimento da un punto di vista numerico di quella che era la vecchia struttura del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti: da cinque direzioni generali siamo passati oggi a un direttore generale con cinque funzioni. Lo diciamo quasi come provocazione: non vi dimenticate del mare perchè nonostante tutto quello a cui noi stiamo assistendo è una perdita di coscienza da parte dell’Italia come paese marittimo. Questo è il messaggio; poi la politica sa come meglio declinarlo”. L’ultimo pensiero il vertice della Federazione del mare lo dedica alla richiesta di “coinvolgere maggioremente gli stakeholder nei tavoli dove si fa programmazione perchè l’importanza della blue economy non dev’essere solo un bel detto, ma anche un fatto”.

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